La nuova indagine sul delitto di Garlasco si arricchisce di un ulteriore tassello con la diffusione di alcuni messaggi pubblicati nel 2012 da Andrea Sempio su un forum online. Il contenuto, reso noto dal suo avvocato Liborio Cataliotti, viene presentato come un elemento utile a escludere che la “one‑itis” – l’ossessione sentimentale citata dall’indagato – fosse riferita a Chiara Poggi. In un post del 15 agosto 2012, Sempio scriveva infatti di avere “un’ossessione per una barista di una birreria”, frase che la difesa considera una “formidabile prova a discarico”.
Il nuovo materiale si inserisce in un quadro investigativo ormai vicino alla conclusione. I carabinieri hanno notificato gli inviti a comparire a Paola e Stefania Cappa, cugine della vittima, che saranno ascoltate come persone informate sui fatti. Convocato anche Marco Poggi, fratello di Chiara. Le audizioni puntano a chiarire ulteriormente i rapporti, le frequentazioni e gli elementi di contesto che potrebbero avere rilievo nella ricostruzione della mattina del 13 agosto 2007.
La difesa di Sempio insiste sulla necessità di leggere i messaggi online nel loro complesso. In un altro passaggio, l’indagato scrive che “l’unica volta che mi sono innamorato è capitato in un momento oscuro della mia vita, tra i 18 e i 20”, aggiungendo di aver poi vissuto “momenti di forte passione” per altre donne. Per i legali, questo quadro esclude che Chiara fosse al centro di un coinvolgimento emotivo tale da sostenere l’ipotesi accusatoria.
Parallelamente, torna d’attualità un elemento già emerso nei precedenti processi: la possibilità che l’assassino sia entrato nella villetta senza effrazione, approfittando di una porta lasciata socchiusa o non chiusa a chiave. Una circostanza che i giudici d’appello avevano considerato nel 2011, osservando che non vi erano prove che escludessero che Chiara, svegliatasi quella mattina, avesse disattivato l’allarme per far uscire il gatto o avesse aperto la porta dopo aver notato qualcuno nel giardino.
La nuova indagine della Procura di Pavia sembra riprendere proprio questo scenario, ipotizzando che Sempio possa essere entrato senza che la vittima se ne accorgesse. Un’ipotesi che, se confermata, rimetterebbe in discussione la dinamica ricostruita nei processi precedenti e riaprirebbe interrogativi rimasti irrisolti per quasi vent’anni.
Le prossime audizioni saranno decisive per comprendere se i nuovi elementi potranno consolidare l’impianto accusatorio o se, al contrario, offriranno ulteriori appigli alla difesa. Il caso Garlasco continua così a muoversi su un crinale complesso, dove vecchi scenari e nuove interpretazioni si intrecciano in un’indagine che resta tra le più controverse della cronaca giudiziaria italiana.
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