L’estate 2025 si apre con un’ondata di calore senza precedenti che sta investendo gran parte dell’Europa, e l’Italia si trova nuovamente a fare i conti con le conseguenze del cambiamento climatico. Temperature estreme, già registrate a fine giugno, hanno spinto diverse Regioni ad adottare misure straordinarie per proteggere la salute dei lavoratori maggiormente esposti ai rischi legati allo stress termico e ai colpi di calore.
In questo contesto, assume sempre più centralità il tema della sicurezza sul lavoro nei settori dove l’esposizione al sole e lo sforzo fisico sono particolarmente intensi, come l’agricoltura, l’edilizia e i cantieri stradali. In base alle raccomandazioni INAIL, i datori di lavoro sono invitati a mettere in atto una serie di accorgimenti preventivi: dall’anticipazione dell’orario di inizio turno all’aumento delle pause, dalla rotazione delle mansioni all’accesso costante ad acqua potabile.
Ma in presenza di temperature estreme, queste misure non bastano. Diverse Regioni italiane hanno dunque deciso di intervenire con ordinanze specifiche di sospensione temporanea delle attività lavorative all’aperto nelle fasce orarie più critiche, ovvero dalle 12:30 alle 16:00. Si tratta di una sospensione valida fino al 31 agosto 2025, da applicarsi nei giorni in cui il sistema Worklimate dell’INAIL segnala un rischio elevato per stress da calore.
Al momento, hanno già emanato ordinanze attive le Regioni Basilicata, Calabria, Campania, Lazio, Liguria, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana e Umbria, mentre la Lombardia è in fase di emanazione, l’Emilia-Romagna ha preannunciato un provvedimento analogo e l’Abruzzo ha già presentato una richiesta formale. Le altre Regioni sono in attesa di decisioni in base all’andamento climatico.
Per le imprese costrette a interrompere le attività, resta la possibilità di accedere agli ammortizzatori sociali. In particolare, può essere richiesta la Cassa Integrazione con causale “Eventi meteo non evitabili” (EONE) oppure, per il settore agricolo, il trattamento di CISOA, secondo le istruzioni operative dell’INPS già aggiornate nel 2024.
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