Il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha disposto l’affidamento in prova ai servizi sociali per Alberto Stasi, accogliendo l’istanza presentata dalla difesa e sostenuta dal parere favorevole della Procura generale. La decisione segna un passaggio rilevante nel percorso esecutivo della pena, dopo il periodo trascorso in regime di semilibertà.
Fonti qualificate hanno confermato all’ANSA la notizia anticipata dal Tg La7. Stasi, condannato in via definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi, lascia dunque il carcere per proseguire l’esecuzione della pena in un regime alternativo, come previsto dalla normativa sulla giustizia di sorveglianza.
Il provvedimento non ha alcun collegamento con l’eventuale procedimento di revisione del processo, sul quale la difesa presenterà una specifica istanza nelle prossime settimane. L’affidamento in prova, infatti, riguarda esclusivamente la valutazione sulla condotta del condannato, sul percorso trattamentale e sulla possibilità di un reinserimento controllato nella società.
La misura, che rappresenta uno degli strumenti più significativi dell’ordinamento penitenziario, prevede che il condannato segua un programma di trattamento esterno, sotto la supervisione dei servizi sociali e con obblighi stringenti di comportamento. Il Tribunale di Sorveglianza ha ritenuto sussistenti i requisiti necessari per concedere il beneficio.
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