Pale eoliche paesaggio rinnovabili

In occasione della 18ª Giornata Mondiale del Vento, istituita da WindEurope e GWEC per promuovere la conoscenza dell’energia eolica come risorsa strategica e rinnovabile, anche l’Italia – e in particolare il Sud – conferma il proprio impegno nella transizione ecologica, con la Campania protagonista grazie a Seapower e all’Università degli Studi di Napoli Federico II.

Il vento è ormai riconosciuto come una fonte di energia pulita, programmabile e fondamentale per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione al 2030 e 2050. Tuttavia, la disponibilità di suolo per le installazioni eoliche onshore è in calo, e l’attenzione si sta sempre più concentrando sullo sviluppo di impianti offshore, dove i venti sono più intensi ma anche le sfide tecnologiche ed economiche più complesse. In particolare, nel Mar Mediterraneo, caratterizzato da fondali profondi, le soluzioni galleggianti rappresentano l’unica via praticabile per sfruttare l’energia eolica in mare aperto.

In questo scenario si inserisce Seapower Scarl, centro di ricerca pubblico-privato con sede in Campania, che da quasi trent’anni opera nel settore delle energie rinnovabili. La società, consorziata con l’Università Federico II, gioca un ruolo chiave nel progetto europeo FLOATFARM, finanziato dall’Unione Europea con 6 milioni di euro. L’iniziativa, della durata di quattro anni, ha l’obiettivo di rendere l’eolico galleggiante economicamente sostenibile, riducendo costi e aumentando l’efficienza degli impianti.

All’interno del progetto, Seapower coordina lo sviluppo di strumenti avanzati di simulazione e ottimizzazione, volti a migliorare la stima del costo attualizzato dell’energia (LCOE), agendo su diversi aspetti critici come le perdite di scia tra le turbine, la modellazione finanziaria, e la manutenzione offshore. La società parteciperà al terzo Progress Meeting di FLOATFARM, in programma a Nantes il 23 e 24 giugno, e prenderà parte al mini-simposio tecnico della Conferenza WESC2025, evento di riferimento per il settore eolico europeo.

“Il nostro lavoro mira a rendere l’eolico galleggiante una soluzione concreta per il mix energetico europeo, anche nei mari profondi come il Mediterraneo”, ha dichiarato l’ingegnere Francesco Lioniello, vicepresidente di Seapower. La piattaforma software in via di sviluppo – basata sul codice WEIS del NREL e integrata con il modello FLORIS per l’analisi delle scie – punta a rendere più affidabile la previsione di costi e rendimenti, ottimizzando la configurazione tecnica ed economica delle turbine galleggianti.

Con una rete di partner internazionali che include università di prestigio (come Delft, Berlino, Nantes e Firenze), centri di ricerca (tra cui il CNR italiano), grandi aziende come Saipem e BW Ideol, e PMI europee specializzate nel settore energetico, FLOATFARM rappresenta un modello virtuoso di collaborazione europea nella ricerca e innovazione applicata.

Il contributo di Seapower è strategico anche per l’economia e lo sviluppo del Mezzogiorno, aprendo prospettive occupazionali qualificate e consolidando la leadership della Campania nella ricerca scientifica e nell’innovazione tecnologica applicata alla sostenibilità. Con una divisione progettuale dedicata alla realizzazione di impianti eolici, fotovoltaici, biogas e BESS, e una divisione storica di trasferimento tecnologico con radici accademiche, Seapower si conferma un’eccellenza del territorio campano capace di operare con competenze che spaziano dall’ingegneria aerospaziale alla meccanica navale, ambientale ed elettrica.

Con il progetto FLOATFARM, in conclusione, il Sud Italia dimostra di poter essere protagonista attivo nella nuova frontiera dell’energia rinnovabile, contribuendo alla creazione di un futuro energetico più sicuro, pulito e competitivo per tutta l’Europa.


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