Container Napoli export esportazioni

Dopo la flessione estiva, l’export italiano verso i Paesi extra UE torna a correre. A settembre 2025 le esportazioni crescono del 9,9% su base annua (contro il -7% di agosto), mentre le importazioni aumentano del 16,9%. È quanto emerge dai dati diffusi dall’Istat, che segnalano un rafforzamento dell’interscambio commerciale con l’estero, favorito soprattutto dalla domanda statunitense e dalla spinta dei beni strumentali e dell’energia.

Su base mensile, l’export segna un incremento del 5,9%, trainato in particolare dai beni strumentali (+14,7%), tra cui spiccano i mezzi di navigazione marittima, e dai beni di consumo non durevoli (+6,3%). In calo, invece, le esportazioni di energia (-16,9%) e di beni intermedi (-0,5%). L’import cresce del 6,1%, grazie soprattutto ai beni di consumo non durevoli (+22,2%) e ai beni intermedi (+8,3%).

Nel complesso del terzo trimestre, le esportazioni italiane verso i mercati extra UE segnano un progresso dell’1,8%, sostenuto dalle maggiori vendite di energia (+27,3%) e beni strumentali (+6,9%), mentre l’import cresce dello 0,9%.


Stati Uniti locomotive della domanda, rallenta la Turchia

L’analisi geografica conferma il ruolo trainante degli Stati Uniti, verso cui l’export italiano cresce del 34,4% su base annua (+12% al netto dei mezzi di navigazione marittima). In aumento anche le vendite verso i Paesi OPEC (+23,8%), il Giappone (+15,6%) e la Svizzera (+10%), mentre si registra un crollo delle esportazioni verso la Turchia (-33,9%).

Dal lato delle importazioni, i flussi dagli Stati Uniti esplodono (+76,8%), seguiti da quelli provenienti da Cina (+32,3%) e India (+28,6%). In controtendenza, invece, i rapporti con Regno Unito (-3,1%) e Svizzera (-1,0%), che segnano lievi contrazioni.


Avanzo commerciale in calo, ma deficit energetico più contenuto

L’avanzo commerciale con i Paesi extra UE27 si attesta a +2,7 miliardi di euro, in calo rispetto ai +3,75 miliardi del settembre 2024. Il deficit energetico resta significativo (-3,4 miliardi) ma risulta più contenuto rispetto a un anno fa (-3,9 miliardi), mentre l’avanzo nei prodotti non energetici scende da 7,7 a 6,2 miliardi di euro.

Nel periodo gennaio–settembre 2025, l’export cresce complessivamente del 2,6% (+3% al netto dell’energia), ma l’import si espande a un ritmo molto più sostenuto (+9%), riducendo l’avanzo commerciale a 35,1 miliardi di euro, contro i 45,4 miliardi registrati nello stesso periodo del 2024.


Il quadro congiunturale

Secondo l’Istat, la dinamica di settembre è in parte influenzata dalle vendite eccezionali di mezzi di navigazione marittima: al netto di queste, la crescita congiunturale dell’export sarebbe più contenuta (+1,8%), e quella tendenziale meno marcata (+7,9%).

Anche l’import beneficia della domanda di beni di consumo non durevoli, confermando una fase di rafforzamento dei consumi privati nei principali mercati partner.
Il dato complessivo suggerisce che, nonostante le incertezze geopolitiche e le tensioni sui costi energetici, l’Italia mantiene un profilo competitivo robusto sui mercati internazionali, pur con un saldo commerciale in progressiva riduzione.


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