Il Consiglio dei Ministri n. 187, riunitosi il 10 settembre a Palazzo Chigi, ha approvato un decreto‑legge che proroga la riduzione di 17 centesimi al litro sul gasolio utilizzato come carburante, una misura già in vigore e ritenuta necessaria per contrastare gli effetti del nuovo shock energetico internazionale. La proroga sarà valida fino al 17 settembre 2026, in un contesto di prezzi petroliferi ancora fortemente instabili.
La stessa riduzione viene estesa ai gasoli paraffinici ottenuti da sintesi o idro‑trattamento e al biodiesel immesso in consumo. Contestualmente, il Governo conferma il credito d’imposta per le imprese di autotrasporto, un sostegno considerato essenziale per contenere l’impatto dei rincari sulla logistica e sulla filiera produttiva.
Il decreto interviene anche sul fronte delle attività energetiche strategiche, introducendo una semplificazione delle procedure autorizzative. Nei procedimenti relativi alla prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi su terraferma, quando la regione non esprime l’intesa richiesta, viene previsto un termine aggiuntivo e una fase di interlocuzione istituzionale. Se l’inerzia persiste, il Consiglio dei Ministri potrà nominare un commissario ad acta, esercitando i poteri sostitutivi previsti dall’articolo 120 della Costituzione. L’obiettivo è garantire tempi certi e tutelare la sicurezza energetica nazionale.
Durante la seduta, il Ministro dell’economia Giancarlo Giorgetti ha inoltre svolto due informative: la prima sulla lettera inviata alla Commissione europea per l’attivazione della clausola nazionale di flessibilità (NEC) per investimenti in energia e difesa; la seconda sui Piani di analisi e valutazione della spesa delle Amministrazioni centrali, illustrando le prime evidenze delle verifiche in corso.
Il decreto conferma la linea del Governo Meloni: interventi immediati sui carburanti per contenere l’impatto sui cittadini e misure strutturali per rafforzare la capacità energetica del Paese.
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