Il ministro Gennaro Sangiuliano e Giorgia Meloni - Fratelli d'Italia

Gennaro Sangiuliano torna in politica dalla sua Napoli, città dove è nato, cresciuto e formato. In una lunga intervista al Corriere della Sera, l’ex ministro della Cultura ha annunciato che guiderà la lista di Fratelli d’Italia alle elezioni regionali in Campania, accettando “l’invito arrivato dai vertici del partito”. Una scelta maturata, racconta, “per riprendere un discorso con i miei concittadini. Sono napoletano, nato nel centro storico, quartiere San Lorenzo. Qui ho fatto tutte le scuole, l’università e il dottorato con il professor Sandro Staiano, uomo di sinistra ma di grande valore”.

La decisione, spiega Sangiuliano, ha preso forma “nella scorsa primavera”, in un percorso di confronto con Giovanni Donzelli, Ignazio La Russa, Arianna Meloni e con lo stesso Edmondo Cirielli, candidato del centrodestra alla presidenza della Regione. “Con Cirielli c’è stima reciproca – precisa –. È un uomo delle istituzioni, concreto e preparato”.


Un ritorno che parla alla città e alla politica

Molti avevano interpretato le dimissioni dal Ministero della Cultura come la fine del suo percorso politico. Lui stesso ribatte: “Non c’è né rivalsa né riscatto. C’è solo la voglia di occuparmi della qualità della vita delle persone. I fatti mi hanno dato ragione: alcune verità giudiziarie sono già emerse”.

La scelta di candidarsi al Consiglio regionale segna una nuova fase della carriera di Sangiuliano, che dopo essere stato ministro e corrispondente Rai a Parigi, ora vuole “essere utile ai cittadini della Campania”. Il suo primo obiettivo è chiaro: “Da ministro avevo già avviato il recupero dell’Albergo dei Poveri, uno degli edifici più grandi d’Europa, voluto da Carlo III di Borbone. È un luogo simbolico, abbandonato per anni. Esiste un progetto da 300 milioni di euro, finanziato dal Ministero e condiviso con il sindaco Gaetano Manfredi, che conosco dai tempi dell’università. Ci stimiamo molto”.


Dalla Rai alla Regione: il diritto di fare politica

A chi gli contesta la discesa in campo dopo una lunga carriera giornalistica, l’ex ministro risponde con fermezza: “Mi sono difeso citando l’articolo 51 della Costituzione: la partecipazione alla vita politica è un diritto democratico. In Rai, colleghi come Badaloni, Marrazzo, Giulietti e Ravaglioli hanno fatto politica senza che nessuno gridasse allo scandalo. Forse perché sono di destra non dovrei avere lo stesso diritto?”. E aggiunge: “Non voglio polemizzare: ci sono le leggi, e si applicano”.


Rapporto con Meloni e rispetto bipartisan

Nonostante le voci di tensione dopo l’uscita dal governo, Sangiuliano smentisce qualsiasi frattura con la premier: “Nessuna freddezza con Giorgia Meloni. È una donna impegnata, ma mi ha augurato il meglio dicendomi: “In bocca al lupo, fai le cose per bene”. Con lei scherziamo spesso: le mando le prime pagine dei giornali francesi che la celebrano come ‘Melonì’”.

Sorprende, semmai, la rete di solidarietà bipartisan che l’ha accompagnato nell’ultimo anno: “Giuseppe Conte e Andrea Orlando mi sono stati vicini sul piano umano. Ignazio La Russa e Maurizio Gasparri li considero amici sinceri. Persino Marco Travaglio ha avuto parole di comprensione”.


Tra cultura e politica, una nuova sfida personale

In attesa della sfida elettorale, Sangiuliano racconta di essersi dedicato alla scrittura: “Ho curato me stesso scrivendo due libri – dice – uno sull’ampliamento della biografia di Trump e uno su Erdogan”. Due figure di destra? “Sì, ma a Parigi ho avuto grande sintonia anche con Jean-Luc Mélenchon. Gli ho regalato le mie cravatte rosse: condividiamo un’analisi critica della globalizzazione”.

Quanto alla sfida politica che lo attende, l’ex ministro non sembra spaventato: “Voglio fare il consigliere regionale, ascoltare e lavorare. La Campania merita un governo efficiente e vicino ai cittadini”.

Sul possibile confronto con Maria Rosaria Boccia, pronta a correre con Bandecchi, taglia corto: “Ho fiducia nella magistratura. Le verità arriveranno”.


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