Gruppo Hera

Il Gruppo Hera alza l’asticella della propria strategia industriale e finanziaria con il Piano industriale al 2029, approvato dal Consiglio di Amministrazione presieduto da Cristian Fabbri, che disegna una traiettoria di crescita fondata su sostenibilità, solidità economica e creazione di valore per i territori. Un documento che, in un contesto macroeconomico segnato da incertezza geopolitica, transizione energetica e pressione regolatoria, punta a rafforzare il ruolo di Hera come multiutility di riferimento a livello nazionale.

Il cuore del Piano è rappresentato da investimenti lordi per 5,5 miliardi di euro nel quinquennio 2025-2029, in aumento di circa il 40% rispetto al precedente ciclo. Una scelta che riflette la volontà del Gruppo di sostenere lo sviluppo industriale, la modernizzazione delle infrastrutture e la resilienza dei servizi essenziali, anche in risposta all’aumento degli eventi climatici estremi. A questi investimenti si affiancano quasi 500 milioni di euro di contributi pubblici, tra PNRR e altri strumenti nazionali, a conferma dell’allineamento del Piano con le politiche industriali ed energetiche europee.

Sul piano economico-finanziario, Hera prevede di raggiungere un margine operativo lordo di 1,76 miliardi di euro nel 2029, con un utile netto per gli azionisti pari a circa 519-520 milioni, sostenuto da una crescita strutturale media annua intorno al 5-6%. Un risultato che consentirà anche una politica dei dividendi più generosa, con una crescita complessiva del 27% fino a 19 centesimi per azione a fine Piano, mantenendo al tempo stesso una struttura finanziaria solida. Il rapporto debito netto/MOL resterà stabilmente sotto la soglia di 3x, attestandosi intorno a 2,6x nel 2029, in linea con i migliori benchmark del settore.

Particolarmente rilevante è l’enfasi sulla creazione di valore condiviso, che diventa uno degli assi portanti del Piano. Entro il 2029, il MOL a valore condiviso raggiungerà il 68% del MOL complessivo, in crescita del 30% rispetto all’attuale perimetro. Ciò riflette una strategia che integra redditività e impatto ambientale e sociale, coerente con la Tassonomia europea, alla quale risulta allineato il 95% degli investimenti ammissibili, per un totale di 2,9 miliardi di euro.

La traiettoria ambientale è altrettanto ambiziosa. Il Piano prevede una riduzione del 35% delle emissioni complessive di CO₂ al 2029 rispetto al 2019, in un percorso che guarda al Net Zero entro il 2050. Una quota significativa degli investimenti sarà destinata alla rigenerazione delle risorse, alla neutralità carbonica e alla digitalizzazione, leve considerate decisive per coniugare competitività industriale e obiettivi climatici.

A rafforzare la credibilità del Piano contribuiscono anche i risultati preconsuntivi 2025, che mostrano un MOL superiore a 1,53 miliardi di euro e un utile netto per gli azionisti oltre i 460 milioni, in crescita del 4%, nonostante il venir meno di alcune opportunità straordinarie registrate nel 2024. Una performance che, come ha sottolineato l’amministratore delegato Orazio Iacono, ha già consentito di finanziare un incremento degli investimenti mantenendo un profilo di rischio contenuto e una forte generazione di cassa.

Nel complesso, il Piano industriale al 2029 del Gruppo Hera si presenta come una sintesi tra disciplina finanziaria, visione industriale e responsabilità ambientale, con oltre 11,5 miliardi di euro di valore economico distribuito agli stakeholder nei territori serviti. Un modello che ambisce a dimostrare come la transizione green possa essere non solo sostenibile dal punto di vista ambientale, ma anche economicamente solida e socialmente inclusiva.

Cristian Fabbri, Presidente Esecutivo del Gruppo Hera, ha dichiarato: “Il nuovo Piano industriale conferma il nostro impegno nel creare valore per tutti gli stakeholder. Il piano di investimenti di 5,5 miliardi, in aumento di circa il 40% rispetto all’ultimo quinquennio, supporta, anche attraverso l’innovazione, uno sviluppo industriale sostenibile e l’incremento di resilienza delle nostre infrastrutture e ci consentirà di traguardare al 2029 un margine operativo lordo di 1,76 miliardi di euro. Il miglioramento degli obiettivi del nuovo Piano industriale e le positive previsioni, economiche e finanziarie, dei risultati 2025, ci permettono di rivedere al rialzo la politica dei dividendi proponendo un incremento, di circa il 7% già a partire dalla prossima cedola, fino ad arrivare al 27% al 2029 con un dividendo di 19 centesimi per azione. In crescita, a 11,5 miliardi di euro, anche il valore economico distribuito nei 5 anni agli stakeholder dei territori nei quali operiamo ed il contributo delle attività sostenibili al margine operativo lordo di Gruppo che raggiungerà il 68%”.

Orazio Iacono, Amministratore Delegato del Gruppo Hera, ha dichiarato: “Per il 2025 prevediamo di chiudere con un margine operativo lordo superiore a 1,53 miliardi di euro e con un utile di competenza degli Azionisti superiore a 0,46 miliardi. Risultati sostenuti dalla crescita di tutti i business in portafoglio nonostante il venir meno di opportunità straordinarie colte nel 2024. Questa performance ha permesso di finanziare un aumento degli investimenti mantenendo un rapporto debito netto/MOL inferiore a 2,6x. Una flessibilità finanziaria che ci permette di supportare gli investimenti a favore della transizione green e dello sviluppo industriale. Gli investimenti, destinati sia ai business regolati sia a mercato, alimenteranno la crescita organica e saranno finanziati da una forte generazione di cassa, che consentirà di mantenere anche al 2029 una leva finanziaria in linea con quella della chiusura attesa per il 2025, riconfermando la solidità finanziaria e creando ulteriore flessibilità per poter cogliere future nuove opportunità”.


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