Ad aprile 2026 il quadro congiunturale del fatturato dell’industria e dei servizi restituisce un’immagine sfumata dell’economia italiana, segnata da dinamiche divergenti tra valore e volume e da un andamento differenziato tra comparti. L’industria mostra una crescita moderata in valore, pari allo 0,3%, mentre i volumi registrano una flessione dell’1,0%, segnalando un mercato che aumenta i prezzi ma riduce la quantità prodotta e venduta. La spinta arriva dal mercato interno, che cresce dello 0,8% in valore pur diminuendo in volume, mentre l’estero arretra dello 0,6% in valore.
Nel settore dei servizi il mese di aprile evidenzia un incremento lieve ma significativo: +0,1% in valore e +0,3% in volume, con una dinamica che riflette la debolezza del commercio all’ingrosso, in calo, e la solidità degli altri servizi, che crescono dello 0,8% sia in valore sia in volume. È un segnale che conferma la resilienza delle attività legate a servizi professionali, digitali e di supporto alle imprese.
Tra i raggruppamenti principali dell’industria emergono differenze marcate. I beni di consumo e i beni strumentali registrano cali congiunturali, rispettivamente ‑0,4% e ‑1,8%, mentre i beni intermedi crescono dello 0,6%. L’elemento più rilevante è però il balzo dell’energia, che segna un aumento dell’11,4%, confermando la forte volatilità del comparto e il suo peso sulle dinamiche complessive del fatturato.
Nel trimestre febbraio‑aprile, l’industria mostra un aumento del 2,0% in valore, a fronte di un calo dello 0,5% in volume, mentre i servizi crescono dell’1,7% in valore e registrano una lieve flessione in volume. Il quadro tendenziale rafforza questa lettura: su base annua, il fatturato dell’industria cresce del 3,2% in valore, ma cala dello 0,6% in volume, con un andamento più favorevole sul mercato estero. I servizi, invece, mostrano una crescita più equilibrata, con un aumento del 4,2% in valore e dell’1,5% in volume.
Tra i raggruppamenti industriali, l’energia registra un incremento tendenziale straordinario del 37,1%, mentre i beni intermedi crescono del 4,7% e i beni strumentali dello 0,8%. L’unico comparto in flessione è quello dei beni di consumo, che perde il 3,5%.
Il commento mensile conferma la divergenza tra industria e servizi. I servizi mostrano una crescita lieve ma diffusa, sostenuta dagli altri servizi, mentre il commercio all’ingrosso continua a frenare. L’industria, invece, vede una crescita in valore trainata dal mercato interno, ma accompagnata da un calo dei volumi che segnala un indebolimento della domanda reale. In termini tendenziali, i servizi continuano a crescere sia in valore sia in volume, mentre l’industria mantiene un andamento positivo solo in valore, con volumi ancora in territorio negativo.
Il quadro complessivo suggerisce un’economia che procede a velocità differenziate: servizi più dinamici, industria ancora condizionata da costi energetici, domanda debole e dinamiche di prezzo che sostengono il valore ma non la quantità. Un equilibrio fragile che continuerà a dipendere dall’evoluzione dei mercati internazionali, dei prezzi dell’energia e dalla capacità delle imprese di intercettare una domanda in trasformazione.
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