Inflazione carrello della spesa shrinkflation

Tanto tuonò che piovve. L’inflazione torna a correre. Ad aprile 2026 l’indice nazionale dei prezzi al consumo (NIC) registra un aumento del +1,1% su base mensile e del +2,7% su base annua, in accelerazione rispetto al +1,7% di marzo. Il dato definitivo è leggermente inferiore alla stima preliminare (+2,8%), ma conferma una dinamica inflattiva più intensa del previsto.

A trainare la risalita sono soprattutto gli Energetici, che mostrano un’inversione netta: i non regolamentati passano da –2,0% a +9,6%, mentre i regolamentati risalgono da –1,6% a +5,3%. Un contributo decisivo arriva anche dagli Alimentari non lavorati, che accelerano da +4,7% a +5,9%, riflettendo tensioni sui prezzi delle materie prime e condizioni climatiche sfavorevoli.

In controtendenza i servizi, che mostrano segnali di raffreddamento: i servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona rallentano da +3,0% a +2,6%, mentre i servizi relativi ai trasporti scendono da +2,2% a +0,6%. Il risultato è un differenziale negativo tra beni e servizi: i beni accelerano a +3,1%, i servizi rallentano a +2,4%, portando il gap a –0,7 punti percentuali.

L’inflazione di fondo, al netto di energetici e alimentari freschi, scende da +1,9% a +1,6%, segnale che la pressione inflattiva non è generalizzata ma concentrata su specifici comparti. Anche l’indice al netto dei soli beni energetici rallenta da +2,1% a +1,9%.

Il “carrello della spesa”, che comprende beni alimentari, per la cura della casa e della persona, sale a +2,3%, mentre i prodotti ad alta frequenza d’acquisto accelerano nettamente a +4,2%.

Su base congiunturale, l’aumento dell’indice generale è determinato soprattutto dagli energetici non regolamentati (+5,4%), dagli alimentari freschi (+2,0%) e dai servizi legati ai trasporti (+1,7%). Solo in parte compensano i calo degli energetici regolamentati (–0,3%).

L’inflazione acquisita per il 2026 sale a +2,3% per l’indice generale e a +1,3% per la componente di fondo.

L’IPCA, l’indice armonizzato europeo, registra un +1,6% mensile — effetto della fine dei saldi stagionali — e un +2,8% tendenziale, in forte rialzo rispetto al +1,6% di marzo. L’indice FOI, utilizzato per adeguamenti contrattuali e affitti, segna +1,0% su base mensile e +2,6% su base annua.

Il quadro complessivo mostra un’inflazione che torna a essere sostenuta da fattori esogeni — energia e alimentari — mentre la dinamica interna dei prezzi continua a raffreddarsi. Una combinazione che richiede attenzione, soprattutto per l’impatto sui consumi delle famiglie e sulla programmazione delle imprese


Leggi le notizie di Piazza Borsa

Per restare sempre aggiornato, segui i nostri canali social FacebookXInstagram LinkedIn