Grimaldi Lines

L’asse tra finanza e transizione ecologica si rafforza nel settore dello shipping, uno dei comparti più strategici e allo stesso tempo più complessi nel percorso di decarbonizzazione dell’economia europea. Intesa Sanpaolo ha concluso un finanziamento green da 162,3 milioni di euro a favore di Grimaldi Euromed, società del gruppo Grimaldi, destinato all’acquisto di tre nuove navi ad alta efficienza energetica.

L’operazione, curata dalla divisione Imi Corporate & Investment Banking guidata da Mauro Micillo, consentirà l’ingresso in flotta delle unità Grande Egitto, Grande Pacifico e Grande Oceania, navi di nuova generazione Pure Car & Truck Carrier, la cui consegna è prevista nel corso del 2026. Si tratta di un investimento che incrocia più livelli di interesse pubblico e industriale: la competitività del trasporto marittimo europeo, la riduzione delle emissioni e il rafforzamento delle catene logistiche internazionali.

Il finanziamento è strutturato come green loan, in linea con la strategia ESG del gruppo bancario guidato da Carlo Messina, che negli ultimi anni ha intensificato il sostegno agli investimenti legati alla transizione energetica. Tra il 2021 e i primi nove mesi del 2025, Intesa Sanpaolo ha erogato circa 84,7 miliardi di euro a supporto di green economy, economia circolare e transizione ecologica, consolidando un ruolo di primo piano nel finanziamento della trasformazione industriale.

Dal punto di vista industriale, l’operazione conferma il posizionamento del gruppo Grimaldi come uno degli attori più dinamici nel rinnovamento sostenibile del trasporto marittimo. L’ammodernamento della flotta non risponde solo a criteri ambientali, ma rappresenta una leva strategica per contenere i costi operativi, anticipare le normative europee sulle emissioni e rafforzare la presenza sui mercati globali in una fase di forte competizione logistica.

Secondo Intesa Sanpaolo, il sostegno a realtà industriali capaci di integrare crescita, innovazione e sostenibilità è un elemento chiave della politica creditizia, soprattutto in settori hard-to-abate come lo shipping. Per Grimaldi, l’investimento si inserisce in una strategia di lungo periodo che punta a coniugare sviluppo industriale e riduzione dell’impatto ambientale, in un contesto in cui le rotte marittime restano centrali per il commercio internazionale e per la sicurezza delle catene di approvvigionamento.


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