La vertenza Trasnova, una delle più delicate nel perimetro della logistica legata agli stabilimenti italiani di Stellantis, registra una svolta decisiva. L’azienda ha infatti ritirato il licenziamento collettivo dei 94 dipendenti, di cui 53 impiegati nello stabilimento di Pomigliano d’Arco, e ha concesso la cassa integrazione per cessazione attività fino al 31 dicembre 2026. Una decisione arrivata a poche ore dall’effettiva entrata in vigore dei licenziamenti, evitando così un impatto sociale immediato e particolarmente pesante per il territorio.
A darne notizia sono Giuseppe Raso e Aniello Graziano, rispettivamente segretario generale e segretario provinciale della Fismic di Napoli, che da mesi seguono la vertenza. “Chiediamo la cassa integrazione da oltre un anno e mezzo – spiegano – e finalmente l’azienda, a ridosso della scadenza, ha concesso l’ammortizzatore sociale per cessazione attività, annunciando di aver raggiunto un accordo con Stellantis”.
La decisione apre ora una fase nuova, definita dai sindacati come “tempo utile” per consentire alle due realtà imprenditoriali che si sono dichiarate disponibili ad assorbire parte del personale di avviare i processi di selezione e assunzione. Un passaggio che potrebbe evitare la dispersione di competenze maturate negli anni all’interno della filiera automotive campana, già segnata da una lunga stagione di incertezze.
Il ricorso alla cassa integrazione per cessazione attività rappresenta, in questo contesto, uno strumento essenziale per garantire continuità di reddito ai lavoratori e per costruire un percorso di ricollocazione ordinato, evitando soluzioni traumatiche. La scelta di Trasnova arriva inoltre in un momento in cui il settore della logistica automotive è attraversato da trasformazioni profonde, legate alla riorganizzazione produttiva di Stellantis e alla crescente automazione dei processi.
Per il sindacato, la priorità ora è accompagnare i lavoratori nella fase di transizione, monitorare gli impegni assunti dalle aziende interessate e garantire che la cassa integrazione venga utilizzata come ponte verso nuove opportunità occupazionali. La vertenza Trasnova, che sembrava destinata a chiudersi con un licenziamento collettivo immediato, si riapre così su basi più gestibili, con un margine di manovra che fino a poche ore fa sembrava compromesso.
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