Centrale nucleare NC

L’Italia aderisce ufficialmente all’Alleanza Nucleare dell’Unione Europea, compiendo un passo significativo nella propria strategia energetica. L’annuncio è stato dato dal ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, durante la riunione dell’Alleanza a margine del Consiglio Energia Ue, in corso a Lussemburgo.

Fino ad oggi, Roma aveva partecipato in qualità di osservatore, ma con questa decisione entra a pieno titolo tra i Paesi europei che riconoscono il ruolo strategico dell’energia nucleare nel percorso di transizione ecologica. L’iniziativa, avviata nel 2023 sotto la guida della Francia, riunisce gli Stati membri favorevoli all’atomo e comprende Belgio, Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Ungheria, Paesi Bassi, Romania, Slovacchia, Slovenia e Svezia.

L’ingresso dell’Italia era già stato preannunciato il 12 giugno durante un’informativa presentata dal ministro Pichetto Fratin in Consiglio dei Ministri. In quell’occasione, il governo aveva chiarito di voler superare l’atteggiamento attendista mantenuto finora, per abbracciare un approccio pragmatico, graduale e trasparente verso le tecnologie nucleari di nuova generazione.

Il cambio di passo è coerente con la linea di politica energetica dell’Esecutivo, fondata sul principio della neutralità tecnologica. In questo quadro, l’energia nucleare viene considerata una fonte programmabile, affidabile e a basse emissioni, utile a garantire la sicurezza, la resilienza e la competitività industriale del sistema energetico nazionale.

Il governo italiano sostiene che le scelte energetiche debbano basarsi su valutazioni scientifiche e tecnologiche, piuttosto che su presupposti ideologici. L’obiettivo è costruire un sistema autonomo, competitivo e pronto ad affrontare le sfide poste dalla transizione ecologica e dal nuovo contesto geopolitico internazionale.

L’adesione formale all’Alleanza rappresenta inoltre un’opportunità per l’Italia di rafforzare la cooperazione europea su ricerca, sviluppo e investimenti nel settore nucleare, promuovendo una più ampia integrazione nei programmi strategici sull’energia del futuro.

La decisione segna quindi un cambiamento profondo nella postura italiana sul nucleare civile, aprendo la strada a una nuova fase di politiche energetiche strutturate, in cui il mix energetico nazionale potrà contare anche sul contributo di impianti di nuova generazione, compatibili con gli obiettivi ambientali dell’UE.


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