Occupazione lavoro

Il Consiglio dei Ministri, nella seduta n. 159 del 5 febbraio 2026, ha approvato in esame preliminare lo schema di decreto legislativo di attuazione della direttiva (UE) 2023/970, finalizzata a rafforzare il principio della parità di retribuzione tra uomini e donne per lo stesso lavoro o per un lavoro di pari valore.

Il provvedimento introduce nuove misure di trasparenza salariale e meccanismi di controllo volti a contrastare le disparità retributive ingiustificate, applicabili ai rapporti di lavoro subordinato, sia nel settore pubblico che in quello privato, a tempo determinato e indeterminato.

Il decreto chiarisce le definizioni di “stesso lavoro” e “lavoro di pari valore”, individuando criteri oggettivi per il confronto tra lavoratori e lavoratrici. Centrale il ruolo della contrattazione collettiva, valorizzata come riferimento unitario per la classificazione delle mansioni e dei trattamenti economici, secondo parametri neutrali rispetto al genere.

Rafforzata la trasparenza anche nella fase di accesso al lavoro: i datori di lavoro dovranno indicare negli annunci la retribuzione iniziale o la fascia retributiva prevista e non potranno più basare le offerte sulla storia salariale del candidato, che non potrà essere richiesta in fase di selezione.

Per i lavoratori già occupati è riconosciuto un diritto individuale di informazione, che consente di conoscere il proprio livello retributivo e i livelli medi di chi svolge lo stesso lavoro o un lavoro di pari valore, anche in presenza di un sospetto di discriminazione. Le informazioni potranno essere rese disponibili anche in forma proattiva tramite intranet o aree riservate dei siti aziendali.

Il decreto stabilisce inoltre che i sistemi retributivi debbano basarsi su criteri oggettivi come competenze, responsabilità, impegno e condizioni di lavoro. In caso di scostamenti retributivi superiori al 5% non giustificati, scatterà l’obbligo di motivazione per il datore di lavoro e il coinvolgimento delle parti sociali, dell’Ispettorato nazionale del lavoro e degli organismi di parità.

È infine prevista l’istituzione, presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, di un organismo incaricato di monitorare e supportare l’attuazione delle nuove misure.


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