Nella partita delle telecomunicazioni satellitari a bassa e media orbita, l’Italia guarda con crescente interesse a Starlink, la costellazione satellitare di Elon Musk. Lo certifica la relazione presentata alle Camere dal Comitato interministeriale per le politiche spaziali e aerospaziali (Comint), presieduto dal ministro delle Imprese Adolfo Urso. Nel documento si evidenzia come le soluzioni di SpaceX siano «molto più rapide di quelle previste con il programma Iris2», il progetto europeo che non entrerà a regime prima del 2030.
Secondo il Comint, l’Unione europea non potrà prescindere da una partnership con gli Stati Uniti in un settore ritenuto ormai strategico. Le motivazioni sono sia tecnologiche, vista l’immediatezza dei servizi offerti da Starlink, sia geopolitiche, considerando la crescente centralità delle infrastrutture digitali nello scenario internazionale.
A sostenere questa linea è intervenuto anche Andrea Stroppa, referente di Elon Musk in Italia, durante il Festival di Open a Parma. «Era chiaro da anni – ha affermato – che la strada migliore fosse lavorare insieme a SpaceX per far crescere l’industria italiana e le competenze nazionali. Purtroppo la questione è stata piegata a logiche politiche, tra dubbi sulla sovranità e la sicurezza. Ma le istituzioni hanno studiato per garantire che la sovranità del Paese resti intatta».
Stroppa ha aggiunto che un’intesa con il governo è solo questione di tempo: «Prima o poi arriveremo a un accordo, perché tutti hanno compreso che non esistono alternative reali».
L’orientamento che emerge da Roma apre dunque a una riflessione più ampia: l’Europa rischia di inseguire troppo lentamente sul terreno delle infrastrutture satellitari, mentre gli Stati membri, Italia in testa, cercano soluzioni immediate per non restare tagliati fuori dalla competizione globale.
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