NAPOLI – L’andata di fermo indetta dagli autotrasportatori contro il rincaro dei prezzi del gasolio continua a stringere d’assedio i principali snodi della mobilitazione nel Sud Italia. Dal Vallo di Diano ai varchi portuali di Napoli e Palermo, passando per le strade statali pugliesi e sannite, la vertenza logistica mostra un’ampia articolazione territoriale che intreccia le rivendicazioni delle imprese di autotrasporto alle istanze del comparto agricolo.
I presidi fissi stabiliti lungo la rete autostradale e l’interruzione della distribuzione primaria stanno cominciando a produrre ripercussioni concrete sulla vita quotidiana dei cittadini e sui canali della grande distribuzione.
Tensione in Campania: porti sotto assedio, code da 8 km sulla A1 e scaffali vuoti
In Campania la giornata si è aperta con il blocco del varco Bausan al porto commerciale di Napoli, dove i camionisti hanno ostacolato il passaggio dei mezzi pesanti diretti agli imbarchi pur consentendo il transito alle auto. L’Autorità di Sistema Portuale ha confermato la progressiva contrazione dei flussi di merce, con i vettori che cercano uscite alternative verso la viabilità cittadina o ripiegano sul porto di Pozzuoli per i collegamenti con le isole di Ischia e Procida.
Sul fronte viario si registrano pesanti criticità sulla A1 Milano-Napoli, dove si sono toccati fino a 8 chilometri di coda tra Caserta Sud e Santa Maria Capua Vetere in direzione Roma, con la stazione di Capua chiusa in uscita per chi proviene da nord. Presidi e rallentamenti attivi vengono segnalati anche negli svincoli salernitani della A2 (Polla, Sala Consilina, Atena Lucana e Sicignano) e lungo la statale Appia nel Sannio, all’altezza di Tufara Valle.
Il nodo più critico riguarda la filiera alimentare: nei poli logistici di Carinaro, nel Casertano, i blocchi prolungati alle operazioni di carico e scarico delle merci stanno causando i primi marcati ammanchi nei supermercati delle province di Napoli e Caserta, in particolare nei reparti dei prodotti freschi. Sulla vicenda è intervenuto il deputato di Forza Italia Francesco Maria Rubano, chiedendo l’intervento della Prefettura per accertare eventuali speculazioni o condotte intimidatorie circolate sulle piattaforme social.
Sicilia e Puglia: porti fermi per trattare con Salvini e cortei di trattori nel Barese
L’azione dimostrativa assume connotati differenti nelle altre regioni meridionali, pur convergendo sulla richiesta di risposte istituzionali repentine:
Sicilia (Stop ai Porti): Il Comitato Trasporto Siciliano (Cts) ha confermato il fermo della movimentazione dei semirimorchi dalle navi. I portavoce della sigla precisano di non effettuare blocchi stradali, ma mantengono i tir fermi nei piazzali in attesa di un tavolo formale con il Ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini per lo sblocco dei fondi destinati al settore;
Puglia (Cortei di Trattori): Nel Barese un corteo composto da decine di mezzi agricoli e autoarticolati ha sfilato lungo la provinciale 231 raggiungendo Bitonto. Manifestanti e agricoltori contestano le importazioni sleali e la contrazione dei margini operativi, annunciando presidi ad oltranza fino ai sedi municipali.
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