Superbonus e cessioni del credito, la soluzione nel prossimo consiglio dei Ministri - Lavoratori stranieri

Nuova regolamentazione per lavoratori stranieri in Italia. Il Consiglio dei Ministri ha approvato il nuovo Decreto Legge n. 146 del 3 ottobre 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n.230 del 3 ottobre, recante “Disposizioni urgenti in materia di ingresso regolare di lavoratori e cittadini stranieri, nonché di gestione del fenomeno migratorio”.
Si tratta di un intervento di riforma e consolidamento che aggiorna la disciplina introdotta con il precedente Dl 145/2024, convertito nella Legge 187/2024, e che si inserisce nel più ampio quadro di programmazione dei flussi di ingresso 2026-2028.


Stabilizzazione delle procedure e limiti alle richieste di nulla osta

Il decreto introduce modifiche strutturali per rendere più rapido e trasparente il processo di ingresso dei lavoratori stranieri.
In particolare, vengono messi a regime gli strumenti di precompilazione delle richieste di nulla osta al lavoro e confermato il limite massimo di tre richieste per datore di lavoro “utente privato”, misura già sperimentata nel 2025.

Una novità rilevante riguarda la decorrenza del termine per l’adozione del nulla osta, che partirà dal momento in cui la richiesta è imputata alla quota di ingresso, e non più dalla semplice presentazione della domanda.
Inoltre, i controlli sulla veridicità delle dichiarazioni dei datori di lavoro – finora limitati alle assunzioni ordinarie – vengono estesi anche ai casi particolari di lavoro subordinato, volontariato, ricerca, personale altamente qualificato e trasferimenti intra-societari.


Più tutele e diritti nei permessi di soggiorno

Sul fronte dei diritti dei lavoratori stranieri, il decreto introduce importanti estensioni.
La possibilità di svolgere attività lavorativa viene riconosciuta anche a chi è in attesa della conversione del permesso di soggiorno, e non solo in caso di rilascio o rinnovo.

Viene inoltre uniformata la disciplina dei permessi per le vittime di tratta, violenza domestica e sfruttamento lavorativo:

  • la durata sale da 6 a 12 mesi,

  • e viene esteso il diritto all’assegno di inclusione a tutti i titolari di tali permessi (artt. 18 e 18-bis del T.U. Immigrazione).

Si tratta di una misura con forte valore sociale, volta a rafforzare la protezione delle persone vulnerabili e favorirne l’inclusione nel mercato del lavoro legale.


Caporalato e lavoro irregolare: stabilizzato il Tavolo permanente

Sul fronte del contrasto allo sfruttamento lavorativo e al caporalato, il decreto stabilizza l’operatività del Tavolo Caporalato, già attivo in via sperimentale, e ne amplia la partecipazione agli enti religiosi civilmente riconosciuti.
L’obiettivo è rendere strutturale il coordinamento tra istituzioni, parti sociali e terzo settore, con un approccio integrato alla legalità nel lavoro agricolo e nei settori più esposti.


Flussi 2026-2028: confermati 10.000 ingressi extra-quota per l’assistenza

Nel triennio 2026-2028, il governo conferma un contingente di 10.000 ingressi annui fuori dalle quote ordinarie per lavoratori impiegati nei servizi di assistenza familiare e sociosanitaria, in particolare per persone con disabilità o ultraottantenni.
È una misura che risponde alla crescente domanda di manodopera qualificata nel settore del welfare domestico, ormai cruciale per l’equilibrio demografico e sociale del Paese.


Programmazione triennale e ricongiungimenti familiari più lenti

Il decreto stabilisce che anche il contingente dei giovani stranieri ammessi ai programmi di volontariato avrà cadenza triennale, in linea con gli altri decreti sui flussi.
Sul versante familiare, viene innalzato da 90 a 150 giorni il termine per il rilascio del nulla osta al ricongiungimento, adeguando la normativa italiana al parametro europeo dei nove mesi massimi.


Verso una governance più stabile dell’immigrazione legale

Parallelamente al decreto, il Consiglio dei Ministri ha approvato in via definitiva il DPCM di programmazione dei flussi 2026-2028, che sarà pubblicato a breve in Gazzetta Ufficiale.
Con esso, il governo punta a una gestione più prevedibile e triennale degli ingressi, superando la logica emergenziale dei “decreti flussi” annuali.

La nuova cornice normativa mira a favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro regolare, a ridurre la burocrazia e a rafforzare i canali legali di ingresso, in coerenza con le linee europee per una migrazione sostenibile e regolata.


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