La riforma sulla separazione delle carriere nella magistratura entra ufficialmente nella fase referendaria. L’Ufficio centrale per il referendum presso la Corte Suprema di Cassazione ha infatti dichiarato ammissibili le richieste presentate sia dalla maggioranza sia dalle opposizioni, aprendo la strada alla consultazione popolare sulla legge costituzionale approvata nelle scorse settimane dal Parlamento.
La decisione sancita con ordinanza prevede che la domanda sottoposta agli elettori sarà formulata secondo quanto stabilito dall’articolo 16 della legge 352/1970. La formulazione definitiva del quesito sarà la seguente:
«Approvate il testo della legge costituzionale concernente Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare, approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 253 del 30 ottobre 2025?»
Secondo la procedura prevista, l’ordinanza della Cassazione verrà trasmessa ora al Presidente della Repubblica, ai presidenti di Camera e Senato, al Presidente del Consiglio e al Presidente della Corte costituzionale. Entro cinque giorni dal deposito ufficiale dovrà inoltre essere notificata ai delegati parlamentari che hanno presentato l’iniziativa referendaria.
L’ammissione contemporanea delle richieste di maggioranza e opposizione fotografa una situazione politica peculiare: la riforma, pur essendo stata approvata dal Parlamento, sarà oggetto di verifica popolare perché richiesta dagli stessi soggetti istituzionali che nella dialettica parlamentare si sono confrontati duramente sul contenuto della norma.
La consultazione si inserisce in un contesto altamente sensibile: la separazione delle carriere tra magistratura requirente e giudicante, insieme alla prevista istituzione di una Corte disciplinare autonoma, costituisce uno dei temi più divisivi della stagione politica e istituzionale italiana. Per alcuni rappresenta un passo verso maggiore efficienza e imparzialità del sistema giudiziario; per altri rischia di minare la coesione interna della magistratura e l’equilibrio dei poteri.
La data del referendum non è ancora stata fissata. Nei prossimi mesi si aprirà la fase della campagna referendaria, in cui elettori, partiti e attori istituzionali saranno chiamati a confrontarsi su uno dei nodi più strategici del sistema costituzionale.
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