Ministro Foti - Foto Dipartimento per gli affari europei - zes unica
Foto Dipartimento per gli affari europei

La Zes Unica si rilancia. La legge di Bilancio 2026 conferma la centralità delle politiche per la coesione territoriale e per il rilancio del Mezzogiorno. A chiarirlo è il ministro per gli Affari regionali, Tommaso Foti, in una lunga intervista rilasciata al Mattino, nella quale annuncia il rinnovo del credito d’imposta per la Zes unica fino al 2028 e delinea le prossime tappe per i fondi europei e nazionali destinati al Sud.

Per la Zona economica speciale abbiamo previsto 2,3 miliardi per il 2026, in aumento rispetto al 2025, un miliardo per il 2027 e 750 milioni per il 2028”, spiega Foti. Risorse che, sommate ai finanziamenti per le Zone logistiche semplificate (Zls) nel Nord, portano il totale a 4,3 miliardi di euro. Di questi, 2,3 miliardi arrivano dai Fondi Fsc 2021-2027, gestiti direttamente dal ministero per gli Affari regionali.

Foti sottolinea tuttavia la necessità di procedere con cautela nei confronti di Bruxelles. “L’ipotesi di rendere strutturale la Zes va definita e concordata con l’Europa. Finché non si violano le norme sugli aiuti di Stato, andremo avanti. Ma ogni passo deve essere prudente”, precisa.

La prudenza vale anche per la proposta di estendere la Zes a tutto il territorio nazionale, ipotesi evocata dallo stesso ministro durante il recente Convegno di Capri con i Giovani industriali. “Siamo solo all’inizio di un confronto con l’Ue — ribadisce —, che dovrà essere approfondito e condiviso”.

Nel frattempo, il governo lavora alla rimodulazione dei fondi strutturali europei 2021-27, con diverse regioni che hanno già aderito alla possibilità offerta dalla Commissione europea di riprogrammare fino al 10% della spesa per ridurre il rischio di definanziamento. “Campania, Sicilia e Abruzzo si sono già mosse, insieme al Pon Inclusione”, spiega Foti. “Per la Campania, la richiesta di rimodulazione ammonta a 400 milioni, di cui 250 milioni per l’acqua, 100 per l’housing sociale e 50 per la transizione energetica.”

Il 28 ottobre, la Cabina di regia sulla Coesione farà il punto anche sugli Accordi di Coesione tra Governo e Regioni. “Il presidente Schifani, a nome di più governatori, ha chiesto una revisione del cronoprogramma. I tempi del Pnrr hanno inciso, ma gli accordi non possono essere stravolti”, aggiunge il ministro.

Quanto alla rimodulazione da 14 miliardi del Pnrr, Foti conferma che “la proposta sarà trasmessa a Bruxelles entro la settimana”, mentre l’Italia si prepara a chiedere la nona rata entro il 13 dicembre. “Siamo in regola con le scadenze — sottolinea — e abbiamo dimostrato di essere un Paese affidabile nell’attuazione del Next Generation EU”.

Guardando ai prossimi anni, il ministro richiama l’attenzione su un obiettivo cruciale: “Al Sud dovranno essere spesi oltre 100 miliardi tra fondi europei e nazionali. La riserva del 40% del Pnrr per il Mezzogiorno è stata rispettata e in alcune missioni persino superata. Ma ora serve responsabilità: non possiamo più permetterci la politica del rinvio che ha frenato per decenni la crescita del Sud”.


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