Antonio Garofalo Rettore Università Parthenope

Nuovo terremoto giudiziario in Campania. Il rettore dell’Università Parthenope di Napoli, Antonio Garofalo, è stato sospeso per dodici mesi dai pubblici uffici con l’accusa di turbativa d’asta. Secondo l’ipotesi accusatoria, Garofalo sarebbe intervenuto per far modificare un appalto relativo ai servizi di pulizia nei locali universitari di Napoli e Nola, favorendo un’impresa segnalata da un intermediario che lo avrebbe successivamente ospitato per una breve vacanza a Mykonos.

La misura cautelare, disposta dal Gip di Napoli, rientra nella maxi inchiesta coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia, che ha portato a provvedimenti nei confronti di 17 persone, tra arresti, sospensioni e indagini a piede libero. L’indagine ricostruisce un presunto sistema di corruzione legato agli appalti nella raccolta dei rifiuti e nella sanificazione, in cui Nicola Ferraro, ex consigliere regionale e imprenditore, viene indicato come il dominus.

Garofalo, attraverso i suoi legali, ha dichiarato di essere estraneo ai fatti e di riporre massima fiducia nella magistratura.

Nella rete investigativa è finito anche il sindaco di Arienzo, Giuseppe Guida, coordinatore provinciale di Forza Italia a Caserta, posto ai domiciliari e sospeso dal partito “in attesa di chiarimenti”.

Risultano invece indagati a piede libero l’ex direttore generale dell’Asl di Caserta Amedeo Blasotti, l’ex consigliere regionale Luigi Bosco (coordinatore di Azione in Campania), l’ex consigliere comunale di Napoli Luigi Grimaldi e l’ex sindaco di San Giorgio del Sannio Angelo Ciampi. Per loro il Gip ha escluso misure cautelari, ritenendo assente il rischio di reiterazione del reato.

Per Ferraro, ritenuto l’uomo al vertice del sistema, è caduta l’ipotesi di aggravante mafiosa avanzata dalla Procura: il giudice non ha ritenuto provato che i proventi illeciti finissero in parte al clan dei Casalesi.

Il caso scuote il mondo accademico e politico campano, aggiungendo nuove ombre sulla gestione degli appalti pubblici in settori delicati come sanità, università e amministrazioni locali.


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