Decarbonizzazione commissione europea - dazi

La Commissione Europea ha espresso un giudizio positivo sulla manovra economica italiana per il 2026, riconoscendone la piena aderenza alle linee guida stabilite nel semestre europeo. Nel pacchetto d’autunno relativo ai documenti programmatici di bilancio dei Paesi dell’Eurozona, l’esecutivo comunitario ha inserito l’Italia nel gruppo degli Stati membri “conformi” alle raccomandazioni, insieme a Francia, Germania, Portogallo, Irlanda e altri dieci governi.

Secondo Bruxelles, il documento presentato da Roma rispetta il limite di crescita della spesa netta, fissato per favorire una riduzione graduale del deficit e riportarlo stabilmente sotto il 3% del PIL, come previsto dalle regole fiscali europee aggiornate. Il giudizio rappresenta un segnale politico rilevante, soprattutto considerando che l’Italia rientra ancora tra i Paesi con procedura per deficit eccessivo tecnicamente aperta, anche se sospesa.

La Commissione ha sottolineato che il percorso di aggiustamento fiscale dipenderà dall’attuazione completa delle riforme e degli investimenti già previsti, molti dei quali legati al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Proprio questo elemento sarà centrale nella valutazione del semestre europeo prevista a giugno 2026, quando Bruxelles analizzerà l’effettiva implementazione delle misure concordate.

Nel documento tecnico allegato al giudizio, la Commissione richiama l’attenzione sul capitolo della spesa per la difesa, sottolineando lo scostamento tra gli impegni assunti dal governo italiano in sede NATO e i dati di bilancio registrati. Le stime comunitarie indicano una spesa pari all’1,2% del PIL nel 2026, in calo rispetto agli anni precedenti e ben al di sotto dell’obiettivo del 2% fissato per il 2024 e del nuovo target politico annunciato dall’Italia: il 3,5% del PIL entro il 2035.

Se l’Italia ottiene una valutazione favorevole, la mappa europea mostra situazioni molto più fragili. Paesi Bassi e Malta sono stati classificati a rischio di non conformità sostanziale, mentre Croazia, Slovenia e Lituania presentano elementi di criticità che richiederanno adeguamenti nelle prossime settimane. Contemporaneamente, la Commissione ha avviato l’analisi preliminare prevista dall’articolo 126.3 del Trattato UE per verificare l’eventuale apertura formale della procedura per deficit nei confronti di Germania e Finlandia, con Helsinki considerata già in una condizione che “giustifica” l’avvio.

Il quadro complessivo delineato da Bruxelles mostra un’Europa ancora divisa tra Stati impegnati nel consolidamento fiscale e governi che faticano a rispettare i parametri comunitari, in un contesto caratterizzato da rallentamento economico, aumento della spesa sociale e pressioni geopolitiche sulla sicurezza.

Per l’Italia, la promozione ottenuta rappresenta un passaggio politico significativo. Tuttavia, la Commissione ha chiarito che il giudizio positivo non è un punto di arrivo, ma parte di un percorso che richiederà coerenza nell’attuazione delle politiche economiche, continuità nelle riforme e stabilità finanziaria nel medio periodo.


Leggi le notizie di Piazza Borsa

Per restare sempre aggiornato, segui i nostri canali social FacebookTwitterInstagram LinkedIn