Confapi Francesco Napoli

Confapi, rappresentata dal vicepresidente Francesco Napoli, è intervenuta alla Camera dei Deputati durante l’audizione sul Disegno di legge annuale per le piccole e medie imprese, al centro dei lavori della Commissione Attività produttive. L’associazione ha espresso apprezzamento per l’iniziativa legislativa, definendola un passo necessario per riconoscere formalmente il ruolo delle PMI come motore della crescita economica, innovazione e occupazione, ma ha allo stesso tempo invitato il Parlamento alla cautela su alcuni passaggi ritenuti critici.

Nel corso dell’intervento, Napoli ha concentrato l’attenzione sull’articolo 15 del provvedimento, dedicato alla delega al Governo per la riforma dell’artigianato. Secondo Confapi, questa norma potrebbe modificare in modo rilevante l’equilibrio tra settori produttivi, soprattutto nel caso di un innalzamento della soglia dimensionale che definisce un’impresa artigiana.

Napoli ha sottolineato la necessità di evitare una sovrapposizione tra imprese artigiane e piccole imprese industriali, spiegando che un ampliamento della definizione rischierebbe di incentivare spostamenti opportunistici tra categorie senza generare reale crescita, ma solo vantaggi fiscali e contributivi. Il vicepresidente ha definito questo scenario un possibile terreno fertile per concorrenza sleale e dumping contrattuale, con conseguenze anche sul mercato del lavoro.

Secondo uno studio presentato durante l’audizione, il differenziale medio tra il contratto dell’artigianato e quello delle PMI industriali è pari a circa il 20% in meno di retribuzione lorda annua per i nuovi assunti. La ricerca indica inoltre un impatto potenziale di 1,43 miliardi di euro in minori entrate pubbliche, di cui 870 milioni legati ai contributi INPS e 563 milioni all’IRPEF. A ciò si aggiunge un differenziale netto sul costo del lavoro: 44.358 euro annui per un dipendente nel comparto PMI industriali contro 31.194 euro nel settore artigiano.

Per Confapi, queste differenze non rappresentano una semplice dinamica contrattuale, ma un nodo politico delicato con conseguenze sul welfare, sulle garanzie retributive e sulla sostenibilità dei fondi di ammortizzazione sociale come CIGO e CIGS.

Concludendo l’audizione, Napoli ha affermato che qualsiasi intervento normativo dovrà essere accompagnato da una valutazione di impatto completa, per evitare effetti indesiderati sul mercato del lavoro, sulla concorrenza e sui conti pubblici. Il disegno di legge, ha osservato, rappresenta una base positiva, ma necessita di attenzione affinché la volontà di sostenere l’artigianato non si traduca in uno squilibrio strutturale tra comparti economici già oggi interconnessi e complementari.


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