Un discorso di ampio respiro geopolitico ed economico per definire la posizione dell’Italia al vertice dei Capi di Stato e di Governo dell’Unione Europea del 15 e 16 ottobre. Intervenendo prima al Senato e successivamente alla Camera dei Deputati, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha fissato le direttrici dell’azione diplomatica di Roma, rivendicando la centralità del sostegno all’Ucraina e contestando apertamente le ultime decisioni di politica estera arrivate da Washington.
Al termine del dibattito a Palazzo Madama, l’Aula ha approvato le due distinte risoluzioni presentate dalla maggioranza: la prima sui temi generali europei ha incassato 104 voti favorevoli, mentre il documento specifico sull’Ucraina ha ottenuto 108 sì, a seguito della decisione delle opposizioni di non partecipare alla votazione per contestare lo sdoppiamento dei testi.
La spaccatura sull’asse Usa-Russia e la fermezza su Kiev
Il passaggio più politico dell’intervento della premier ha riguardato l’intesa commerciale sul gasolio russo annunciata dal presidente statunitense Donald Trump.
«L’intesa sul gasolio russo annunciata dal presidente degli Stati Uniti è una scelta che considero molto rischiosa. L’impennata dei prezzi del carburante è dovuta soprattutto alla crisi in Medio Oriente, non al conflitto in Ucraina. Il risultato di questa scelta è dubbio mentre i rischi sono chiari: una legittimazione per Mosca mentre le sue bombe continuano a cadere sulle città ucraine, nuove entrate per finanziare la guerra e un indebolimento della leva sanzionatoria.» ha affermato Giorgia Meloni, Presidente del Consiglio dei Ministri.
Nessun cedimento, dunque, sul fronte del supporto all’Ucraina. La premier ha ribadito che la resa di chi difende la propria libertà non potrà mai essere definita pace e che il governo manterrà saldi i pilastri dell’azione italiana: sostegno alla popolazione civile, pressione diplomatica su Mosca e unità del blocco euro-atlantico. Sulle trattative di pace, la premier ha invitato i Ventisette a individuare una figura autorevole con mandato collettivo, superando le iniziative isolate dei singoli Paesi.
Difesa, bilancio Ue e tutela della PAC
Sul fronte interno ed europeo, la premier ha respinto le accuse dell’opposizione circa la destinazione delle risorse pubbliche alla difesa, definendo una falsità l’equazione tra spese militari e tagli alla sanità o all’istruzione.
In merito al Quadro Finanziario Pluriennale dell’Unione Europea, la posizione italiana resta rigida: Roma non intende sottoscrivere alcun accordo non vantaggioso per il Paese entro la fine dell’anno, ponendo il veto su qualsiasi ridimensionamento della Politica Agricola Comune (PAC), della pesca e dei fondi di Coesione. In materia di debito europeo, il governo proporrà una dilazione del piano di rimborso del Next Generation EU per evitare che la restituzione delle risorse comprometta gli investimenti prioritari nei bilanci nazionali.
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