Pnrr, bandiere europa, decontribuzione italia

Un segnale d’attenzione da parte delle istituzioni comunitarie che deve ora tradursi in interventi concreti per la tutela del tessuto manifatturiero. Confapi ha espresso un chiaro apprezzamento per la decisione del Consiglio Europeo di sollecitare la Commissione Ue ad aggiornare le valutazioni d’impatto sul sistema ETS2 (il meccanismo di scambio delle quote di emissione esteso al riscaldamento degli edifici, ai trasporti stradali e alle PMI industriali).

L’apertura manifestata dai vertici europei sulle misure di salvaguardia rappresenta per la confederazione della piccola e media industria un passaggio fondamentale per riallineare la transizione ecologica alle esigenze di sostenibilità economica e competitività internazionale.

Le criticità del sistema ETS: volatilità dei prezzi e impatti indiretti sull’elettricità

Nel dossier presentato agli interlocutori di Roma e Bruxelles, Confapi evidenzia come l’attuale architettura dell’ETS finisca per operare alla stregua di un prelievo fiscale aggiuntivo. Le imprese sopportano un doppio peso: l’onere diretto per l’acquisto delle quote di $CO_2$ e l’aggravio indiretto scaricato dai produttori sui costi finali delle forniture elettriche e del gas.

Per scongiurare il rischio di deindustrializzazione e penalizzazioni rispetto ai concorrenti extra-UE, l’associazione delle PMI articola una serie di richieste prioritarie:

  • Frenata sulla Volatilità: Introduzione di meccanismi di calmieramento per ridurre le oscillazioni speculative sul prezzo del carbonio;
  • Uso Vincolato dei Proventi: Creazione di un legame diretto e strutturale tra le risorse incassate dallo Stato tramite le aste ETS/CBAM e le misure di sostegno alle imprese esposte ai costi energetici;
  • Quote Gratuite e Compensazioni: Sospensione e revisione sostanziale dei parametri per le quote gratuite, affiancata da strumenti di compensazione in bolletta trasparenti e periodicamente verificabili;
  • Neutralizzazione del Doppio Cestino ETS2: Adozione di tutele per impedire che l’estensione del principio “chi inquina paga” ai settori della logistica e del riscaldamento si traduca in un ulteriore shock sui costi operativi.

La posizione della confederazione europea CEA-PME: “Ripristinare lo scambio diretto tra imprese”

L’azione di Confapi s’inserisce in una strategia coordinata a livello comunitario tramite l’European Entrepreneurs CEA-PME, la principale confederazione europea delle piccole e medie imprese (rappresentante oltre 2,4 milioni di aziende e 23 milioni di dipendenti), guidata alla vicepresidenza dal presidente di Confapi Cristian Camisa.

Nel documento strategico dell’Agenda Europea, CEA-PME ha denunciato la deriva del sistema ETS verso un modello fiscale puro, sollecitando il ripristino immediato dello scambio diretto di quote di emissione tra le aziende e la possibilità di utilizzare crediti internazionali conformi all’Accordo di Parigi per coprire almeno il 20% degli obblighi di compensazione, fornendo così un margine di respiro alla manifattura continentale.


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