La Guardia di Finanza di Napoli ha posto i sigilli all’intero compendio aziendale dei “Napolitano Store”, attività commerciale con punti vendita a Casalnuovo e Napoli, già destinataria di un maxi sequestro da 5,7 milioni di euro lo scorso settembre, confermato dal Tribunale del Riesame. Tra i beni sottoposti a vincolo figura anche uno yacht lungo 16,5 metri, simbolo della rapidissima ascesa economica della società.
L’operazione, eseguita dai finanzieri del nucleo di polizia economico-finanziaria di Napoli su decreto del gip su richiesta della procura di Nola, arriva a seguito di verifiche che hanno evidenziato come l’impresa continuasse a perseguire le condotte illecite già emerse a settembre. Secondo le autorità, la società avrebbe messo in atto una frode all’Iva attraverso fatture per operazioni inesistenti, emesse nei confronti di società cartiere prive di reale attività e sistematicamente inadempienti agli obblighi tributari.
La struttura del sistema illecito era sofisticata e si basava sulla vendita “in nero” di telefonini di ultima generazione a prezzi significativamente più bassi del mercato, con pagamento esclusivamente in contanti. Al cliente veniva rilasciata una bolletta priva di validità fiscale, elaborata tramite software gestionale e contenente il codice IMEI del prodotto, così da simulare l’uscita del bene dal magazzino e garantire, all’occorrenza, la sostituzione del dispositivo.
Dagli accertamenti emerge come l’azienda abbia registrato una crescita esponenziale del fatturato, passando da 2,2 milioni di euro nel 2017 a 20,8 milioni nel 2023, parallelamente alla forte presenza dell’imprenditore sui social, utilizzati quotidianamente per promuovere le vendite. La vicenda ha attirato attenzione anche per un episodio avvenuto lo scorso agosto, quando il titolare della società era presente in un video all’interno del Consiglio regionale della Campania insieme alla tiktoker Rita De Crescenzo, nell’ufficio dell’allora consigliere Pasquale Di Fenza, mentre sventolava la bandiera italiana con l’inno nazionale in sottofondo.
L’intervento della Guardia di Finanza evidenzia come, anche in contesti caratterizzati da forte visibilità pubblica e social media marketing, siano possibili pratiche di evasione fiscale sofisticate e sistematiche, capaci di incidere significativamente sulle casse dello Stato e sul mercato dei consumatori. L’operazione si inserisce in un quadro più ampio di controlli volti a tutelare la concorrenza e la correttezza fiscale, soprattutto in settori a forte rotazione come quello della tecnologia di consumo.
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