Tra il 2022 e il 2024 gli investimenti sul patrimonio dello Stato sono cresciuti del 144%, raggiungendo quota 3,9 miliardi di euro. È il dato più significativo contenuto nel rapporto annuale dell’Agenzia del Demanio, presentato oggi alla Camera, che segna un cambio di passo nella gestione degli immobili pubblici.
L’aumento non riguarda solo le risorse impiegate ma anche il numero di interventi: +11,4% rispetto al biennio precedente. Parallelamente, la spesa per locazioni passive e i costi di funzionamento si è ridotta, liberando circa 120 milioni di euro di risparmi per le casse dello Stato.
Dal punto di vista qualitativo, emerge un profilo in linea con gli obiettivi europei e con le priorità della transizione ecologica. L’85% dei progetti ha interessato aree urbane dismesse, trasformandole in spazi restituiti alle comunità. Più della metà degli interventi (57%) ha incluso misure per la resilienza climatica e l’adattamento agli eventi estremi. Inoltre, tutti i progetti sono stati sviluppati senza consumo di nuovo suolo, mentre il 42% ha integrato strategie di recupero sostenibile del territorio.
Il quadro che emerge è quello di una gestione patrimoniale che non si limita alla manutenzione, ma che punta a creare valore economico, ambientale e sociale. Un segnale che, secondo le previsioni dell’Agenzia, potrebbe consolidarsi nei prossimi anni, con effetti diretti sulla rigenerazione urbana e sul contenimento della spesa pubblica.
Leggi le notizie di Piazza Borsa
Per restare sempre aggiornato, segui i nostri canali social Facebook, Twitter, Instagram e LinkedIn











