Dal 27 agosto al 26 settembre 2025 le imprese agricole potranno presentare domanda sul portale del GSE (Gestore dei Servizi Energetici) per accedere agli incentivi previsti dalla misura del PNRR “Pratiche ecologiche”, finalizzata a sostenere la transizione digitale e sostenibile dell’agricoltura italiana. Il bando, atteso da mesi, apre ufficialmente una finestra cruciale per il rinnovo del parco mezzi agricolo e la promozione di modelli produttivi innovativi e a basso impatto ambientale.
L’incentivo rientra nell’investimento “Sviluppo del biometano secondo criteri per la promozione dell’economia circolare” e consiste in un contributo a fondo perduto pari al 65% delle spese ammissibili, con un tetto massimo di 600mila euro per ciascun progetto. Il plafond complessivo ammonta a 193 milioni di euro.
Possono accedere al bando imprenditori agricoli in forma individuale o societaria, comprese le cooperative, i consorzi e le associazioni temporanee che rispettano i requisiti di piccola e media impresa. Gli interventi ammissibili includono, tra gli altri, la sostituzione di trattori obsoleti e a bassa efficienza con mezzi alimentati esclusivamente a biometano, dotati di tecnologie per l’agricoltura di precisione. Altre tipologie di investimento riguardano l’efficientamento degli impianti di produzione di biogas e l’introduzione di tecniche agronomiche a basse emissioni per migliorare l’uso dei nutrienti nei suoli.
La procedura per la presentazione delle domande è interamente telematica, attraverso l’apposita piattaforma informatica disponibile sul sito del GSE, dove è stata pubblicata anche una sezione dedicata alle FAQ per chiarire i principali dubbi legati all’accesso alla misura.
Federacma, la federazione che rappresenta i rivenditori e riparatori di macchine agricole e da giardinaggio, ha accolto positivamente l’apertura del bando, invitando il comparto agricolo a cogliere l’opportunità “per innovare e migliorare i propri mezzi, con un’attenzione sempre maggiore all’ambiente”. Tuttavia, il presidente Roberto Borio ha sottolineato con forza la necessità di interventi strutturali aggiuntivi per rinnovare il parco mezzi anche al di fuori dei vincoli tecnologici imposti dalla transizione ecologica.
“Parliamo di un parco mezzi spesso obsoleto, responsabile ogni anno di oltre cento decessi sul lavoro in agricoltura”, ha dichiarato Borio. “Molti incidenti mortali sono causati dal ribaltamento di trattori privi di rollbar e cinture di sicurezza. È un dramma inaccettabile. Per questo chiediamo che, accanto agli incentivi green, vengano introdotte misure strutturali a tutela della sicurezza sul lavoro e fondi destinati anche a chi vuole semplicemente sostituire un mezzo pericoloso”.
Fra le richieste specifiche avanzate da Federacma figura la piena attuazione del decreto sulla revisione obbligatoria delle macchine agricole e la creazione di strumenti di supporto per il rinnovo dei veicoli anche in assenza di alimentazioni alternative.
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