Alluvione Assicurazione catastrofale

Scade domani, 31 marzo, l’obbligo per micro e piccole imprese del turismo, della ristorazione, della pesca e dell’acquacoltura di sottoscrivere una polizza assicurativa contro i danni da calamità naturali. Una misura introdotta per rafforzare la resilienza del tessuto produttivo italiano, sempre più esposto a fenomeni climatici estremi, e che rappresenta un passaggio cruciale per l’accesso a futuri sostegni pubblici.

Una simulazione realizzata da Facile.it in collaborazione con Italfinance e Finital, ha preso in esame due tipologie di attività – un ristorante e un hotel – in tre città campione: Milano, Roma e Palermo.

Per un ristorante con un terreno da 10.000 euro, un fabbricato da 500.000 euro, attrezzature per 150.000 euro e impianti per altri 150.000 euro, il premio annuale parte da 272 euro a Milano, sale a 628 euro a Palermo e raggiunge 776 euro a Roma. Cifre che, pur variando in base alla rischiosità del territorio, restano accessibili per la maggior parte delle imprese.

Diverso il caso degli hotel, che presentano valori assicurati più elevati. Per una struttura con terreno da 30.000 euro, immobile da 1,5 milioni, attrezzature da 200.000 euro e impianti da 300.000 euro, il premio parte da 556 euro a Milano, arriva a 835 euro a Roma e tocca 2.111 euro a Palermo, città caratterizzata da un rischio più alto secondo i parametri assicurativi.

Gli esperti spiegano che i prezzi dipendono da una combinazione di fattori: rischiosità dell’area geografica, probabilità di eventi calamitosi, vulnerabilità dei beni assicurati, caratteristiche costruttive dell’immobile, tipologia di attività svolta, valore complessivo dei beni e politiche tariffarie delle compagnie. Anche la posizione dell’immobile all’interno dell’edificio – ad esempio il piano – può incidere sul premio.

Nonostante l’obbligo, al momento non sono previste sanzioni pecuniarie per chi non sottoscrive la polizza. Tuttavia, la mancata copertura comporta conseguenze rilevanti: le imprese non potranno accedere a contributi o agevolazioni pubbliche e, in caso di calamità, rischiano di dover sostenere interamente i costi dei danni, senza poter contare su indennizzi statali.

Il governo punta così a spingere il sistema produttivo verso una maggiore cultura della prevenzione, in un contesto in cui gli eventi climatici estremi stanno diventando sempre più frequenti e costosi.



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