Porto di Napoli - porti

Dopo quasi settanta anni di attesa, il porto di Napoli si prepara a dotarsi di un nuovo piano regolatore, un passaggio definito “storico” dal viceministro alle Infrastrutture e ai Trasporti, Edoardo Rixi, che ha annunciato l’invio del documento al Consiglio superiore dei Lavori pubblici. “È notizia di questi giorni che si è trasmesso anche il nuovo piano regolatore al Consiglio superiore dei Lavori pubblici, quindi ci si doterà di un nuovo piano regolatore per il porto di Napoli dopo quasi 70 anni che non ne aveva uno”, ha dichiarato Rixi, sottolineando che si tratta di “un elemento importante in un Paese che deve sempre di più aprirsi al mondo, commerciare col mondo e avere processi omogenei sul territorio nazionale”.

Il viceministro ha poi effettuato un sopralluogo alle opere in corso nello scalo partenopeo, evidenziando la soddisfazione per lo stato dei lavori: “Ho voluto vedere di persona i lavori e devo dire che sono assolutamente contento per il loro andamento. Spero che questi non siano gli ultimi investimenti, ma l’inizio di una fase che ci consentirà di rendere finalmente green tutte le banchine, garantendo un equilibrio tra porto e città”. L’obiettivo, ha spiegato, è quello di “aumentare i volumi e al tempo stesso rendere il porto sempre più armonico rispetto al tessuto urbano, diversificando i flussi e riducendo l’impatto sulla circolazione cittadina”.

Rixi ha anche richiamato l’importanza di cantieri più rapidi e di una maggiore concretezza nella realizzazione delle opere pubbliche: “Bisogna essere concreti con i cittadini: quando si apre un cantiere, va finito, e la strada deve essere subito messa a disposizione del pubblico”. Tra i problemi principali, secondo il viceministro, “c’è la lentezza dei procedimenti e il fatto che spesso le comunità chiedono nuove opere ma poi vanno in sofferenza per le cantierizzazioni. È necessario aprire i cantieri con metodo, solo quando è certo che si possano portare a termine”.

Il viceministro ha poi affrontato il tema del ruolo strategico della Campania nella politica infrastrutturale nazionale: “La Regione Campania ha oggi un numero di investimenti particolarmente rilevanti, soprattutto sul potenziamento della rete ferroviaria, ma anche sul collegamento di Afragola, sulla stazione e sull’organizzazione della viabilità e dei parcheggi”. Tuttavia, ha ammonito, “bisogna completare ciò che si avvia, perché altrimenti il rischio è non ottenere i benefici attesi dalla popolazione. Questo vale per i porti, per le ferrovie, per la rete autostradale e per gli aeroporti, che oggi stanno registrando un incremento di traffico notevole”.

Per Rixi, la chiave sta nel definire priorità chiare e condivise: “La Regione deve scegliere se puntare sulle piattaforme logistiche o su altri tipi di investimenti, e il cofinanziamento è la garanzia di un impegno reale sul territorio”. Ha poi aggiunto che “in Campania ci sono spesso posizioni contrarie, ma servono scelte condivise e concrete per portare avanti i progetti. Solo così si può sfruttare appieno il potenziale industriale e tecnologico dell’area napoletana a beneficio dell’intero sistema Paese”.

“L’obiettivo – ha concluso Rixi – è avere porti più moderni, cantieri più rapidi e infrastrutture più sostenibili, perché solo così l’Italia potrà crescere in modo omogeneo e duraturo.”


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