Produzione industriale

L’industria italiana chiude marzo con un segnale positivo, ma senza riuscire a compensare del tutto la debolezza di inizio anno. Secondo le stime, l’indice destagionalizzato della produzione industriale cresce dello 0,7% rispetto a febbraio, segnando il secondo aumento consecutivo. Tuttavia, la media del primo trimestre 2026 registra ancora una lieve flessione dello 0,2% rispetto ai tre mesi precedenti, segno di una ripresa che procede a velocità ridotta. E’ quanto si apprende dal report reso pubblico da Istat.

A trainare l’aumento mensile sono soprattutto i beni strumentali, in crescita del 2,1%, sostenuti dalla domanda di macchinari e mezzi di produzione, mentre i beni intermedi avanzano dello 0,3%. In controtendenza i beni di consumo, che scendono dello 0,4%, e l’energia, in calo dell’1,2%, confermando una dinamica negativa che dura ormai da diversi mesi.

Il quadro migliora sul fronte tendenziale. Al netto degli effetti di calendario, l’indice generale cresce dell’1,5% su marzo 2025, con 22 giorni lavorativi contro i 21 dell’anno precedente. Anche in questo caso, la spinta arriva dai beni strumentali, che segnano un incremento marcato del 5,8%, mentre i beni intermedi avanzano dello 0,5%. Restano invece in territorio negativo i beni di consumo (-1,9%) e l’energia (-3,1%).

Tra i settori, emergono performance molto differenziate. Le crescite più robuste riguardano la fabbricazione di mezzi di trasporto (+11,2%), l’attività estrattiva (+6,7%) e la produzione di computer, elettronica e ottica (+6,1%), comparti che beneficiano sia della domanda internazionale sia degli investimenti legati alla transizione tecnologica. Le flessioni più ampie si registrano invece nella chimica (-7,8%), nella fornitura di energia elettrica, gas e vapore (-4,0%) e nelle altre industrie manifatturiere (-2,4%).

Il commento congiunturale conferma un quadro a due velocità: «A marzo la produzione industriale cresce per la seconda volta consecutiva su base mensile, trainata dalla dinamica positiva dei beni strumentali; al contrario, i beni di consumo mostrano cali congiunturali da quattro mesi». Nonostante il recupero di febbraio e marzo, il trimestre resta leggermente negativo. Su base annua, invece, l’indice corretto per gli effetti di calendario mostra una lieve accelerazione, ancora una volta sostenuta dai beni strumentali.

Il settore industriale italiano si muove dunque in un equilibrio delicato: da un lato la ripresa degli investimenti e della produzione di beni ad alta tecnologia, dall’altro la debolezza dei consumi e il rallentamento dell’energia. Le prossime rilevazioni diranno se il rimbalzo di marzo potrà trasformarsi in una tendenza più solida.