Le Regionali 2025 in Campania sanciscono un risultato politico netto: Roberto Fico è il nuovo presidente della Regione con una vittoria schiacciante, ottenendo il 60,63% dei voti e superando di oltre 25 punti percentuali Edmondo Cirielli, candidato del centrodestra, fermo al 35,72%. Un risultato che ribalta equilibri nazionali ma conferma la tendenza locale degli ultimi anni: il progressismo campano resta maggioranza strutturale.
Il nuovo Consiglio regionale sarà composto da 50 consiglieri, con una maggioranza ampia e politicamente variegata. Il cosiddetto campo larghissimo, che sostiene Fico, conquista 33 seggi, confermando il ruolo centrale del Partito Democratico, del Movimento 5 Stelle, delle liste riformiste, dei verdi e del blocco civico di area deluchiana. Una coalizione politicamente eterogenea, che avrà ora la sfida di trovare una sintesi nel programma di governo del nuovo presidente.
Il centrodestra, al contrario, si presenta con una rappresentanza ridotta: 17 consiglieri tra Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega. Una minoranza che dovrà ripensare strategie territoriali in una regione dove il radicamento progressista sembra consolidato.
Sul piano dei partiti, il dato numerico conferma la forza dei partiti strutturati. Il PD è la prima forza con il 18,41%, seguito da Fratelli d’Italia con l’11,93%, Forza Italia al 10,72% e Movimento 5 Stelle al 9,12%. Le civiche registrano performance rilevanti: A Testa Alta raggiunge l’8,34%, mentre Avanti Campania-PSI ottiene il 5,89%. Il progetto politico civico-presidenziale si rafforza con la lista Roberto Fico Presidente, che conquista il 5,41%. La proposta ecologista di Alleanza Verdi e Sinistra raggiunge il 4,66%, mentre Casa Riformista supera la soglia con il 5,82%.
La geografia degli eletti restituisce una mappa politica articolata. A Napoli il Partito Democratico domina la distribuzione delle preferenze: Giorgio Zinno è il più votato della circoscrizione con 39.446 voti, seguito da Salvatore Madonna e Massimiliano Manfredi. Il M5S porta in aula quattro nomi, tra cui spicca Luca Fella Trapanese. Più complessa la distribuzione tra civiche e liste tematiche: entrano Giovanni Porcelli e Lucia Fortini per A Testa Alta, Giovanni Mensorio per Avanti Campania, due seggi per la lista personale di Fico e due per AVS. Sul fronte moderato emerge Giuseppe Barra, eletto nella lista Mastella.
Il centrodestra napoletano ottiene sette seggi, con una presenza significativa di personalità politiche già note a livello nazionale, tra cui l’ex ministro Gennaro Sangiuliano. Forza Italia e Lega si spartiscono gli altri seggi disponibili.
A Salerno la maggioranza riconferma la sua forza numerica con cinque eletti, mentre il centrodestra ne conquista quattro. La dinamica casertana restituisce un equilibrio più aperto ma comunque favorevole al campo progressista, con il PD e le liste civiche che superano il centrodestra sia nei voti che nei seggi. In Irpinia entrano Maurizio Petracca e Vincenzo Alaia, mentre a Benevento la rappresentanza si concentra su figure legate al centrismo territoriale e ai moderati del centrodestra.
La nuova legislatura si apre dunque con un quadro politico chiaro: Roberto Fico governerà con un mandato forte, sostenuto da una larga maggioranza, ma dovrà gestire equilibri interni complessi, determinati dall’ampia pluralità politica della coalizione. Per il centrodestra, invece, si apre una fase di ripensamento strategico e ricostruzione territoriale.
La Campania entra così in una nuova fase politica, dove la stabilità numerica potrà misurarsi soltanto sulle prime scelte di governo e sulle risposte ai principali dossier economici: fondi europei, infrastrutture, politiche sociali e amministrazione locale.
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