Nel mese di giugno, il clima di fiducia delle imprese italiane mostra segnali di miglioramento, mentre quello dei consumatori registra una lieve flessione. Lo rivela l’Istat, sottolineando un andamento disomogeneo tra i diversi comparti produttivi e tra le componenti dell’economia percepita.
L’indice composito del clima di fiducia delle imprese sale da 93,1 a 93,9, sostenuto dalla crescita registrata nei comparti manifatturiero, costruzioni e servizi di mercato. Al contrario, il commercio al dettaglio segna un rallentamento, principalmente a causa del calo della fiducia nella grande distribuzione.
Nel dettaglio, nel comparto manifatturiero peggiorano i giudizi sugli ordini, mentre migliorano le attese sulla produzione e si rileva un decumulo delle scorte. Nel settore delle costruzioni, le attese sull’occupazione mostrano un miglioramento, con una sostanziale stabilità nei giudizi sugli ordini. Nei servizi di mercato si evidenzia un clima più favorevole, grazie a giudizi migliori su ordini e andamento degli affari, mentre le attese rimangono invariate. La fiducia cresce in modo più marcato nei servizi di trasporto e magazzinaggio, mentre si riduce nei servizi turistici. Nel commercio al dettaglio, i giudizi sulle vendite migliorano, ma calano le attese, penalizzate dalla performance negativa della grande distribuzione. Le scorte sono percepite in lieve diminuzione.
Parallelamente, l’indice del clima di fiducia dei consumatori scende da 96,5 a 96,1, riflettendo un peggioramento generalizzato nelle percezioni economiche individuali. A fronte di questo calo, si registrano tuttavia segnali positivi nei giudizi e nelle attese sulla situazione economica generale e sulla disoccupazione.
I quattro indicatori che compongono l’indice evidenziano andamenti contrastanti. Il clima economico migliora da 97,5 a 99,6, mentre il clima futuro rimane stabile a 93,7. Al contrario, calano sia il clima personale (da 96,1 a 94,8) che il clima corrente (da 98,6 a 97,9), a testimonianza di una crescente incertezza nelle valutazioni soggettive dei cittadini.
Il quadro che emerge mostra un’Italia ancora in cerca di stabilità, con una fiducia imprenditoriale in lieve recupero e una percezione dei consumatori condizionata da fattori congiunturali. La divergenza tra settori e tra attese individuali e collettive indica che le dinamiche economiche restano complesse e fragili, pur in un contesto di leggeri segnali di tenuta.
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