Energie rinnovabili Eni

Nel 2024 i consumi elettrici italiani hanno registrato un aumento del 2,2% rispetto all’anno precedente, raggiungendo un totale di 312,3 miliardi di kWh. Questo incremento segna un anno storico per le fonti rinnovabili, che hanno coperto il 41,2% della domanda elettrica, superando per la prima volta il contributo delle fonti fossili, stando alle rilevazioni diffuse da Terna.

La produzione nazionale netta, pari a 264 miliardi di kWh, è cresciuta del 2,7% rispetto al 2023, con un saldo import-export che ha coperto il 16,3% della domanda complessiva. Tra le rinnovabili, le performance più significative sono state registrate dall’idroelettrico, che ha segnato un aumento del 30,4%, e dal fotovoltaico, che ha raggiunto il record storico di 36 TWh (+19,3%). Questi risultati hanno compensato il calo registrato dalla produzione eolica (-5,6%) e geotermica (-0,8%).

Anche le fonti fossili hanno segnato una flessione complessiva del 6,2%, in linea con il trend di decarbonizzazione previsto dagli obiettivi nazionali. La capacità installata da fonti rinnovabili è cresciuta di 7,48 GW, portando il totale a fine anno a 76,6 GW, di cui 37,1 GW solari e 13 GW eolici. Questo aumento supera di 1,68 GW i risultati del 2023 e ha permesso di superare il target fissato dal DM Aree Idonee per il periodo 2021-2024 di 1.609 MW.

Nel corso del 2024, un altro elemento chiave per la transizione energetica italiana è stato l’incremento della capacità di accumulo di energia. La potenza nominale degli accumuli è aumentata di 2.113 MW, raggiungendo circa 12.942 MWh di capacità distribuita su oltre 730.000 installazioni. Questo progresso è stato favorito dalle politiche incentivanti per i piccoli impianti e dai meccanismi di contrattualizzazione a termine previsti dal capacity market per le grandi installazioni utility scale.

Questi risultati confermano il ruolo sempre più centrale delle rinnovabili nel mix energetico italiano e l’efficacia delle politiche nazionali volte a incentivare la transizione ecologica. Il 2024 si chiude dunque come un anno cruciale per il sistema elettrico italiano, ponendo le basi per ulteriori progressi nei prossimi anni.


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