Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy corre ai ripari per tutelare la platea di aziende rimaste tagliate fuori dai contributi statali dedicati alla transizione ecologica. Il ministro Adolfo Urso ha firmato il decreto operativo che sblocca 197,7 milioni di euro a favore delle cosiddette imprese “esodate” dalla precedente edizione del Piano Transizione 5.0 (relativo al biennio 2024-2025). Si tratta delle realtà produttive che, pur avendo ottenuto dal GSE (Gestore dei Servizi Energetici) la conferma formale della regolarità tecnica dei propri progetti di investimento, non avevano potuto accedere all’agevolazione a causa dell’immediato esaurimento delle risorse finanziarie disponibili.
Il provvedimento disciplina l’erogazione di contributi a fondo perduto mirati a coprire le spese sostenute per l’installazione di impianti di autoproduzione di energia elettrica da fonti rinnovabili destinate all’autoconsumo industriale, compresi i relativi sistemi di accumulo e gli oneri per le certificazioni tecniche richieste dalla misura. Sul piano fiscale, la misura presenta un significativo elemento di vantaggio per i bilanci aziendali: il contributo erogato non concorrerà alla formazione del reddito imponibile (IRES/IRPEF) né della base imponibile IRAP.
La dotazione complessiva di quasi 198 milioni di euro sarà erogata in quote annuali lungo un triennio, con la seguente ripartizione: 57,7 milioni di euro per il 2026, 80 milioni di euro per il 2027 e 60 milioni di euro per il 2028. Gli importi erogati saranno proporzionati alle spese sostenute nel limite delle aliquote originarie di Transizione 5.0; nell’eventualità in cui le richieste eccedano la capienza annua, le quote saranno ridotte proporzionalmente tra tutti gli aventi diritto. L’elenco ufficiale dei beneficiari sarà pubblicato direttamente dal MIMIT sulla base delle trasmissioni del GSE, mentre i termini e le modalità di presentazione delle istanze saranno definiti con un imminente provvedimento direttoriale.
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