Confapi è stata audita presso il CNEL, su diritto del lavoro e relazioni industriali, per contribuire al confronto sugli effetti dell’innovazione tecnologica, della robotica avanzata e dei sistemi umanoidi sull’organizzazione del lavoro e sulle professionalità. In rappresentanza della Confederazione è intervenuto Graziano Passarello, Direttore delle Relazioni Sindacali di Confapi, nell’ambito dell’attività istituzionale portata avanti dal Vicepresidente Francesco Napoli, consigliere CNEL per la Confederazione.
Nel proprio contributo, Confapi ha evidenziato come, mentre la robotica industriale e collaborativa sia già impiegata in diversi processi produttivi, la robotica umanoide sia ancora in una fase iniziale di sviluppo e sperimentazione. Per le PMI, l’innovazione rappresenta un’opportunità per aumentare produttività, competitività e sicurezza, automatizzando le attività più ripetitive, gravose o rischiose, senza che ciò comporti necessariamente una riduzione dell’occupazione. La Confederazione ha sottolineato, tuttavia, le difficoltà che frenano l’adozione di queste tecnologie nelle imprese di minori dimensioni: costi elevati, carenza di competenze specialistiche, accesso limitato alle informazioni e insufficienza di servizi di assistenza tecnica.
Tre le priorità indicate da Confapi: Formazione e competenze: rafforzare le risorse destinate all’aggiornamento e alla riqualificazione professionale, valorizzando il ruolo degli enti bilaterali e degli strumenti di formazione continua.
Sostegno agli investimenti: favorire l’accesso delle PMI alle tecnologie robotiche attraverso strumenti pubblici di supporto, spazi di sperimentazione e servizi di orientamento tecnico.
Norme e sicurezza: semplificare il quadro regolatorio e accompagnare le imprese nell’applicazione delle nuove disposizioni europee, promuovendo un’innovazione che migliori la salute e la sicurezza sul lavoro.
Per Confapi, la sfida è governare la trasformazione tecnologica attraverso il dialogo tra imprese e lavoratori, affinché i benefici dell’automazione si traducano in maggiore competitività, nuove professionalità e qualità del lavoro.










