Harmont & Blaine Caivano

Si accende la vertenza nello stabilimento Harmont & Blaine di Caivano. Nel pomeriggio di giovedì i lavoratori sono scesi in piazza a Napoli, con un presidio a piazza del Plebiscito, per protestare contro il licenziamento di 32 dipendenti sui 129 attualmente in organico nell’unità produttiva.

La mobilitazione è stata organizzata dalle sigle di categoria Filctem-Cgil e Femca-Cisl, che già il 10 febbraio avevano proclamato uno sciopero di tutti i lavoratori del sito. Il presidio ha accompagnato l’incontro convocato in Prefettura, dove si sono confrontati i rappresentanti sindacali e quelli dell’azienda.

Alla riunione, promossa dal prefetto di Napoli Michele di Bari su richiesta di Cgil e Cisl, hanno preso parte anche il sindaco di Caivano Antonio Angelino e il deputato Pasquale Penza.

Al centro del confronto la decisione aziendale di ridurre l’organico, una scelta che i sindacati contestano chiedendo soluzioni alternative ai licenziamenti e un piano industriale che garantisca la continuità produttiva e occupazionale.

La vertenza si inserisce in un quadro più ampio di tensioni nel comparto moda e manifatturiero, con ricadute significative sui territori. Per Caivano, la possibile perdita di 32 posti di lavoro rappresenta un impatto rilevante sul tessuto sociale ed economico locale.

L’esito del tavolo in Prefettura sarà decisivo per comprendere se esistono margini di mediazione o strumenti di ammortizzazione sociale in grado di evitare gli esuberi annunciati.


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