Acciaio a caldo Ex Ilva di Taranto

L’Unione europea compie un passo significativo nella riforma del settore siderurgico. Parlamento europeo e Consiglio Ue hanno raggiunto un accordo politico su un nuovo regolamento per l’industria dell’acciaio, con l’obiettivo di contrastare la sovrapproduzione globale e rafforzare la competitività del comparto europeo in un contesto geopolitico sempre più complesso.

Secondo quanto comunicato dalle istituzioni europee, il nuovo sistema prevede una revisione delle quote tariffarie per le importazioni di acciaio nell’Unione. Il volume complessivo delle quote sarà ridotto di circa il 47% rispetto al regime di salvaguardia del 2024, pari a 18,3 milioni di tonnellate annue. Contestualmente, il dazio sulle importazioni fuori quota verrà innalzato al 50%, misura pensata per limitare l’ingresso di prodotti a basso costo provenienti da Paesi con capacità produttive eccedenti.

La presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, ha definito l’accordo uno strumento che “garantisce un futuro competitivo all’acciaio europeo” e lo protegge dalla concorrenza sleale. Il commissario europeo al Commercio e alla sicurezza economica, Maros Sefcovic, ha sottolineato che la sovraccapacità globale “sta raggiungendo livelli critici”, rendendo necessario un intervento strutturale.

Tra le novità introdotte figura anche un meccanismo di riporto trimestrale delle quote non utilizzate, valido per il primo anno di applicazione. La misura è pensata per offrire maggiore flessibilità agli operatori economici e per sostenere la continuità delle catene di approvvigionamento. Dal secondo anno, la Commissione valuterà se mantenere il meccanismo per specifiche categorie di prodotti.

Il regolamento introduce inoltre nuove disposizioni sul principio di “fusione e colata”, che identifica il Paese in cui l’acciaio è stato prodotto allo stato liquido e successivamente solidificato. Questo criterio sarà utilizzato come uno dei parametri per l’assegnazione delle quote ai Paesi terzi, con l’obiettivo di aumentare la trasparenza e contrastare pratiche di elusione commerciale.

Una dichiarazione congiunta allegata al regolamento ribadisce l’impegno dell’Ue a ridurre la dipendenza economica dalla Russia, con un percorso di graduale eliminazione dei prodotti siderurgici di origine russa dal mercato europeo.

L’accordo prevede infine un meccanismo di revisione periodica: la Commissione effettuerà una prima valutazione entro sei mesi, una seconda entro dodici mesi e successivamente ogni due anni. L’obiettivo è monitorare l’efficacia delle misure e adeguarle all’evoluzione del mercato globale.

Il nuovo regolamento rappresenta uno dei più rilevanti interventi europei degli ultimi anni nel settore siderurgico, con implicazioni dirette per competitività industriale, sicurezza economica e autonomia strategica dell’Unione.


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