Sciopero tir - Caro benzina

Il settore dell’autotrasporto italiano si avvicina a una fase di forte tensione. Secondo quanto comunicato da Unatras, il coordinamento unitario delle associazioni nazionali del trasporto su strada, l’intera categoria sarebbe ormai orientata verso il blocco dei servizi di trasporto, dopo le assemblee e le consultazioni svolte nel fine settimana. La richiesta, definita “univoca”, arriva da imprese piccole, medie e strutturate, che chiedono la sospensione delle attività come forma di protesta.

Alla base del malcontento vi sono due elementi principali. Da un lato, le imprese denunciano “l’atteggiamento irresponsabile della committenza”, che avrebbe determinato una riduzione dei corrispettivi fino a 40 centesimi al litro, comprimendo ulteriormente i margini operativi in un contesto già segnato dall’aumento dei costi energetici. Dall’altro, viene segnalata una mancanza di attenzione da parte del Governo, nonostante l’annuncio del ministro delle Imprese Adolfo Urso relativo a future decisioni a favore del settore. Secondo Unatras, al momento non risulterebbero provvedimenti concreti.

Il coordinamento richiama inoltre le criticità evidenziate dal Codacons, che ha segnalato la presenza di fenomeni speculativi e un incremento degli introiti per alcuni operatori e per l’erario, mentre le imprese di trasporto continuano a subire un peggioramento delle condizioni economiche. In questo quadro, Unatras parla di una situazione “desolante”, caratterizzata da una committenza che sfrutterebbe le difficoltà del settore e da un’assenza di tavoli di confronto istituzionali.

Il Comitato esecutivo nazionale di Unatras si riunirà il 17 aprile per deliberare formalmente sul fermo dei servizi e avviare le procedure previste per il blocco. Secondo il coordinamento, presieduto da Paolo Uggè, le condizioni attuali rischiano di avere ripercussioni sull’intero sistema Paese, data la centralità del trasporto su gomma nelle catene logistiche e nella distribuzione delle merci.

La situazione conferma la fragilità di un comparto che, negli ultimi anni, ha dovuto affrontare oscillazioni dei costi, pressioni competitive e difficoltà strutturali. L’eventuale blocco rappresenterebbe un passaggio critico per la logistica nazionale, con potenziali effetti su approvvigionamenti, distribuzione e attività produttive.


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