Il governo torna a mettere l’automotive al centro dell’agenda industriale. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha convocato per venerdì 30 gennaio alle ore 10, a Palazzo Piacentini, il tavolo nazionale sul settore automobilistico, in una fase cruciale per il futuro della produzione europea e italiana.
L’incontro si colloca nel pieno del confronto sulla revisione del regolamento europeo sulle emissioni di CO₂, un dossier strategico che intreccia transizione ecologica, competitività industriale e tutela dell’occupazione. L’obiettivo dichiarato dal Mimit è quello di condividere con le parti sociali e industriali il ruolo attivo dell’Italia nel processo di modifica delle regole europee, rafforzando la posizione del Paese nei negoziati in corso a Bruxelles.
Al centro del tavolo ci sarà l’analisi della recente proposta della Commissione europea, con un’attenzione particolare agli effetti sulle flotte aziendali e sui veicoli pesanti, segmenti ritenuti decisivi per la tenuta dell’intera filiera automotive. Un passaggio che assume rilievo anche sul piano economico, considerando il peso del comparto in termini di occupazione, investimenti e saldo commerciale.
Accanto al confronto sul quadro regolatorio europeo, la riunione servirà ad aprire una riflessione più ampia sulle politiche industriali dei prossimi anni, in un momento segnato da trasformazioni tecnologiche profonde, dall’elettrificazione alla digitalizzazione dei veicoli, e da una competizione globale sempre più serrata. Il tavolo rappresenta quindi un tentativo di allineare strategia industriale nazionale e obiettivi climatici europei, evitando effetti destabilizzanti sul sistema produttivo.
Alla convocazione parteciperanno le Regioni coinvolte nella produzione di veicoli, le imprese del settore, i rappresentanti delle associazioni di categoria e le organizzazioni sindacali, a conferma della volontà di costruire un confronto allargato su un comparto considerato strategico per il Made in Italy. Un passaggio che potrebbe segnare l’avvio di una nuova fase di dialogo tra governo, industria e lavoro, nel tentativo di governare una transizione che resta complessa e politicamente sensibile.











