Lavoro saldatore

Il mercato del lavoro italiano chiude marzo 2026 con un quadro misto, segnato da una lieve contrazione dell’occupazione e da un aumento degli inattivi, mentre la disoccupazione complessiva continua a diminuire. Secondo i dati provvisori, il numero degli occupati cala dello 0,1%, pari a 12mila unità in meno, un arretramento che coinvolge soprattutto donne, lavoratori a termine, autonomi, giovani 15‑24enni e over 50. In controtendenza, cresce l’occupazione tra gli uomini e nella fascia 25‑49 anni, mentre i dipendenti permanenti restano sostanzialmente stabili. Il tasso di occupazione si conferma al 62,4%.

Parallelamente, diminuisce il numero delle persone in cerca di lavoro, che registra un calo del 2,8% (‑38mila unità). La riduzione riguarda uomini e donne e tutte le fasce d’età, tranne i giovani 15‑24 anni, tra i quali la disoccupazione mostra un lieve aumento. Il tasso di disoccupazione scende così al 5,2%, mentre quello giovanile sale al 18,1%, segnando un incremento di 0,6 punti.

A crescere in modo significativo è invece la platea degli inattivi, aumentata dello 0,4% (+46mila unità). L’incremento riguarda entrambi i sessi, i più giovani e gli over 50, mentre risultano stabili i 25‑34enni e in calo i 35‑49enni. Il tasso di inattività sale al 34,1%, confermando una tendenza che negli ultimi mesi ha iniziato a pesare sulla dinamica complessiva del mercato del lavoro.

Il confronto trimestrale mostra un quadro leggermente più favorevole: nel primo trimestre 2026 gli occupati aumentano di 28mila unità rispetto al quarto trimestre 2025 (+0,1%). Tuttavia, diminuiscono le persone in cerca di lavoro (‑7,9%, pari a 114mila unità) e crescono gli inattivi (+108mila), segnalando un mercato del lavoro che si muove più per fuoriuscite che per nuova occupazione.

Su base annua, il bilancio resta negativo: rispetto a marzo 2025 gli occupati diminuiscono di 30mila unità (‑0,1%). Il calo riguarda uomini, donne, giovani e lavoratori tra i 35 e i 49 anni, mentre cresce l’occupazione tra gli over 50 e resta stabile tra i 25‑34enni. Il tasso di occupazione arretra di 0,3 punti in un anno.

Il commento dell’Istat evidenzia come la flessione mensile sia trainata dal calo dei dipendenti a termine (2 milioni 440mila) e degli autonomi (5 milioni 270mila), mentre i dipendenti permanenti (16 milioni 414mila) restano sostanzialmente invariati. La dinamica annuale conferma la stessa tendenza: diminuiscono i dipendenti permanenti (‑14mila) e quelli a termine (‑142mila), mentre crescono gli autonomi (+125mila).

Il quadro complessivo restituisce un mercato del lavoro che rallenta, con segnali di fragilità strutturale: la crescita degli inattivi, la riduzione dei contratti a termine e l’aumento della disoccupazione giovanile indicano un contesto in cui la partecipazione al lavoro si indebolisce, mentre la componente stabile dell’occupazione fatica a espandersi. Una dinamica che richiede attenzione, soprattutto in vista delle politiche di sostegno all’occupazione e degli interventi previsti dal nuovo decreto lavoro.