È iniziato alla mezzanotte del 20 aprile il fermo nazionale dell’autotrasporto proclamato da Trasportounito, inserito nel calendario ufficiale del MIT e destinato a protrarsi fino alle 24 del 25 aprile. Una protesta di 144 ore che arriva dopo settimane di tensione crescente, con il settore schiacciato dal caro gasolio, stabilmente oltre i 2 euro al litro, e da costi di trazione che molte imprese giudicano ormai insostenibili.
Il fermo di Trasportounito è solo uno dei fronti aperti. Unatras ha deliberato una mobilitazione nazionale separata, con date ancora da definire, mentre il fronte siciliano ha sospeso il blocco locale dopo la convocazione al MIT del 22 aprile. Il quadro è quindi più articolato di un semplice “Paese fermo”: la variabile decisiva sarà il tasso di adesione lungo le tratte più sensibili.
I primi effetti si concentrano nei nodi logistici: porti, interporti, piattaforme della GDO. Qui si registrano rallentamenti, accumulo di semirimorchi e slittamenti nelle consegne. Le filiere più esposte sono quelle a rotazione rapida – alimentare fresco, ortofrutta, grande distribuzione, edilizia leggera, componentistica – dove anche poche ore di ritardo possono generare costi aggiuntivi e tensioni sugli scaffali.
Il cuore della protesta resta però il caro carburante. Le associazioni giudicano insufficienti sia il decreto carburanti di marzo sia la proroga del taglio delle accise fino al 1° maggio. Sul tavolo del Governo arrivano richieste precise: credito d’imposta, ristori fino a 200 euro ogni 1.000 litri, sospensione dei versamenti fiscali e contributivi, e un pacchetto di aiuti straordinari a livello europeo per fronteggiare la nuova fiammata energetica.
La giornata di avvio del fermo è stata segnata da un evento drammatico. Sull’autostrada A1, all’altezza di Caserta Sud, un autotrasportatore di 55 anni, Luigi Nappo, è stato travolto e ucciso da un’auto mentre era sceso dal mezzo incolonnato per aderire allo sciopero. L’incidente è avvenuto poco prima dello svincolo per l’A30, sotto gli occhi dei colleghi. La Procura ha aperto un fascicolo per omicidio stradale nei confronti del conducente della vettura.
Il fermo nazionale arriva in un momento in cui energia, carburanti e logistica erano già sotto pressione. I prossimi giorni saranno un banco di prova per la tenuta delle filiere e per la capacità del Governo di trasformare il confronto in misure concrete, leggibili e immediate per un settore che si sente allo stremo.
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