Il dibattito sul futuro infrastrutturale del Mezzogiorno torna al centro dell’agenda economica e politica con il confronto promosso da Confapi Calabria a Paola, un appuntamento che ha riunito istituzioni, amministratori locali e rappresentanti del sistema produttivo per affrontare una delle questioni più decisive per la crescita del Sud. Il tema, “Realizzare infrastrutture nel Mezzogiorno”, è stato sviluppato con un approccio pragmatico, orientato a superare la tradizionale gestione emergenziale che per anni ha caratterizzato gli interventi sul territorio.

Il punto di partenza condiviso è chiaro: le fragilità strutturali dei territori, in particolare lungo la fascia tirrenica, non possono più essere affrontate con soluzioni episodiche. I sindaci, primo presidio istituzionale nelle aree più esposte a rischi ambientali e criticità infrastrutturali, si trovano spesso a operare in condizioni di isolamento operativo e finanziario. Il tema dell’erosione costiera, del dissesto idrogeologico e della carenza di infrastrutture moderne rappresenta una sfida crescente, con impatti diretti non solo sull’ambiente ma anche sull’economia locale e sulla qualità della vita.

Nel corso del confronto è emersa con forza la necessità di un cambio di paradigma. La pianificazione di lungo periodo viene indicata come l’unica risposta efficace, capace di integrare sicurezza del territorio, sviluppo economico e sostenibilità ambientale. In questo contesto, il ruolo delle infrastrutture assume una dimensione strategica, diventando leva fondamentale per ridurre i divari territoriali e rafforzare la competitività del Mezzogiorno.

Tra le priorità evidenziate, assume particolare rilievo il tema dell’integrazione del Tirreno cosentino nei tracciati dell’alta velocità ferroviaria. Un passaggio ritenuto cruciale per migliorare l’accessibilità del territorio e favorire investimenti. Accanto a questo, viene sottolineata l’urgenza di interventi strutturali contro l’erosione costiera, fenomeno che sta progressivamente compromettendo l’equilibrio ambientale ed economico della zona.

Il presidente di Confapi, Francesco Napoli, ha posto l’accento sulla necessità di trasformare il confronto in azioni concrete, annunciando la volontà di promuovere un tavolo permanente dedicato all’erosione costiera, che coinvolga istituzioni, enti locali, mondo accademico e rappresentanze economiche. L’obiettivo è costruire una governance condivisa, capace di affrontare le criticità con strumenti operativi e continuità decisionale.

Un ulteriore elemento centrale riguarda la qualità degli interventi infrastrutturali. È emersa l’esigenza di garantire che la realizzazione delle opere diventi anche un’occasione per rafforzare il tessuto produttivo locale, elevando gli standard in termini di sicurezza, regolarità e innovazione. Le PMI del territorio sono chiamate a un salto di qualità, per poter competere su scala più ampia e cogliere le opportunità legate agli investimenti.

Nelle conclusioni, il sottosegretario Luigi Sbarra ha sottolineato il valore strategico del confronto, ribadendo come le infrastrutture rappresentino una leva essenziale per lo sviluppo del Mezzogiorno. In questa prospettiva, strumenti come la ZES Unica vengono indicati come esempi di politiche capaci di attrarre investimenti e stimolare la crescita, segnando un cambio di passo rispetto al passato.

Il messaggio che emerge dal confronto è netto: non esistono soluzioni semplici a problemi complessi, ma esiste la possibilità di costruire un percorso condiviso basato su competenza, collaborazione istituzionale e capacità di programmazione. La vera sfida, ora, è tradurre le analisi in interventi concreti, con tempi certi e risorse adeguate.

Per il Mezzogiorno, il rilancio passa inevitabilmente da qui: infrastrutture moderne, territori resilienti e una visione strategica capace di coniugare crescita economica e sostenibilità. Senza questo cambio di passo, il rischio è quello di perpetuare ritardi storici che continuano a limitare il potenziale di sviluppo dell’intera area.



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