Due morti sul lavoro in meno di quarantotto ore tra Napoli e l’area metropolitana. Un’altra sequenza di tragedie che riporta al centro dell’attenzione la fragilità del sistema di sicurezza nei luoghi di lavoro e la necessità di un cambio di passo nelle politiche di prevenzione. A denunciarlo è il segretario generale della Cgil Napoli e Campania, Nicola Ricci, che parla apertamente di una “strage senza soluzione di continuità”.
Ricci sottolinea che, di fronte a episodi così ravvicinati, non basta limitarsi all’accertamento delle violazioni formali delle norme sulla sicurezza, come la mancata adozione dei dispositivi di protezione o l’assenza di adeguata formazione. Serve, afferma, “un’azione di crescita culturale nel modo di fare imprenditoria”, un cambio di mentalità che metta al centro la tutela della vita e dell’integrità fisica dei lavoratori.
Il segretario richiama la necessità di rafforzare l’attività ispettiva e di prevenzione nelle attività complesse, dove i rischi sono più elevati e dove troppo spesso le misure di sicurezza vengono percepite come un costo anziché come un investimento. La Cgil, aggiunge Ricci, è vicina alle famiglie delle vittime, “devastate da questa ennesima tragedia”, e si impegna a sostenerle anche nel procedimento penale che dovrà accertare cause e responsabilità.
Gli ultimi due incidenti mortali, avvenuti tra Ercolano e Napoli, confermano un trend che nel territorio campano continua a destare allarme. Per Ricci, è indispensabile che istituzioni, imprese e parti sociali lavorino insieme per costruire un sistema di prevenzione più solido, capace di intervenire prima che l’ennesima fatalità si trasformi in lutto.
Le vittime
Un uomo di 63 anni è morto nel pomeriggio di mercoledì in uno stabilimento industriale di via Fasano, nella zona orientale di Napoli.Secondo una prima ricostruzione l’uomo è stato investito da un automezzo pesante impegnato in una manovra.
Per la vittima, deceduta subito dopo l’impatto, inutili i tentativi di soccorso. Sul posto sono giunti gli agenti dell’Ufficio prevenzione generale della Questura di Napoli che hanno avviato i primi accertamenti. Verifiche in corso anche da parte dell’ispettorato del lavoro.
Appena 24 ore Raffaele Magri, operaio 58enne di Caivano, è deceduto in un pozzo nero ad Ercolano. Le operazioni di recupero del corpo si sono rivelate subito complesse per il nucleo sommozzatori dei vigili del fuoco di Napoli, calatisi con tute speciali e autorespiratori nel pozzo nero in l’uomo sarebbe entrato senza neanche la mascherina. E’ morto probabilmente investito dalle esalazioni letali di gas l’operaio che stava effettuando un intervento di spurgo in un ristorante di via Benedetto Cozzolino, a Ercolano. Un malore non gli ha lasciato scampo, lascia la moglie e un figlio. Sul posto per i primi rilievi i carabinieri della tenenza di Ercolano: i militari dell’Arma hanno avviato le indagini per accertare la posizione dell’uomo che, a quanto pare, lavorava in nero per un’azienda di Afragola specializzata nel settore degli spurghi. Da chiarire se avesse con sé i dispositivi di protezione personale o se abbia scelto di non indossarli.
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