Bagnoli Italsider

Una folla di cittadini, attivisti e rappresentanti di comitati civici ha attraversato domenica le strade di Bagnoli, il quartiere occidentale di Napoli da decenni al centro di complesse vicende urbanistiche, per dare vita a quella che è stata ribattezzata la “presa della battigia”. Una manifestazione spontanea e determinata, culminata nell’ingresso all’interno dell’area interdetta della colmata, simbolo dell’industrializzazione passata e mai realmente bonificata.

La mobilitazione nasce dalla forte preoccupazione che l’arrivo della Coppa America, attesa per i prossimi mesi come grande evento sportivo e vetrina internazionale, possa rappresentare un punto di non ritorno per il futuro di Bagnoli. “Dietro il paravento della Coppa America si vuole stravolgere l’originaria prospettiva di bonificare la linea di costa per restituire alla città una grande spiaggia libera, pubblica e gratuita”, denunciano gli attivisti. Una visione, questa, condivisa e sostenuta da anni da cittadini, urbanisti e ambientalisti, e formalizzata nei piani di rigenerazione urbana che indicavano chiaramente la rimozione della colmata come passaggio imprescindibile.

Al contrario, secondo i manifestanti, gli strumenti urbanistici redatti in quasi trent’anni rischiano oggi di essere manomessi, con la decisione di non rimuovere il gigantesco riempimento costiero realizzato negli anni Settanta. Ciò comprometterebbe la creazione del parco verde urbano da 120 ettari, previsto dai piani approvati, aprendo la strada a nuove cementificazioni e a interventi urbanistici non condivisi con la popolazione.

L’accusa principale è che la Coppa America possa trasformarsi nell’ennesima occasione di speculazione, spostando l’attenzione dalla reale bonifica del sito verso un modello di sviluppo non sostenibile e non partecipato. A preoccupare è anche l’assenza di una valutazione d’impatto sugli effetti del bradisismo, un fenomeno geologico attivo in tutta l’area flegrea e ritenuto oggi ancora più delicato.

Non si può sacrificare l’interesse pubblico sull’altare dell’evento mediatico”, affermano i comitati. “Bagnoli è l’ultima spiaggia per Napoli, non un set temporaneo da utilizzare e abbandonare”.



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