L’inflazione nell’area euro resterà elevata più a lungo del previsto a causa della nuova ondata di aumenti dei prezzi dell’energia. È l’allarme lanciato dal capo economista della Banca centrale europea, Philip Lane, in una intervista alla testata svizzera Le Temps. Secondo Lane, la seconda fiammata dei prezzi di petrolio e gas “dovrebbe portare a un’inflazione più alta e persistente, prima di un calo verso l’obiettivo a partire dalla metà del 2027”.

La seconda ondata energetica

Lane ha ricordato che una prima ondata di rincari si era manifestata tra marzo e aprile, seguita da una fase di ottimismo a metà giugno dopo l’accordo USA‑Iran per porre fine al conflitto. Il protrarsi della guerra, però, ha innescato una seconda ondata di aumenti, più intensa e duratura, che ha costretto la BCE — nella riunione di settembre — a segnalare una durata dello shock energetico superiore alle stime di marzo.

Pressioni sui prezzi: alimentari, elettricità e beni

Analizzando le dinamiche dell’inflazione, Lane ha osservato che tra febbraio e oggi non si sono registrati effetti di trasmissione su altri beni, sull’elettricità o sui servizi. Tuttavia, questa nuova ondata potrebbe generare pressioni al rialzo su alimentari, energia in senso ampio (elettricità inclusa) e beni, mentre le pressioni sui servizi “restano contenute”.

Crescita a rischio in autunno

Sul fronte macroeconomico, Lane ha avvertito che “uno shock più ampio e persistente questo autunno potrebbe frenare la crescita”. Se invece l’impatto energetico dovesse attenuarsi, la BCE ritiene che vi siano elementi positivi: “L’economia europea dovrebbe continuare a crescere a un ritmo costante ma moderato, a condizione che lo shock energetico non si aggravi”.

Lane ha citato anche gli effetti positivi della spesa pubblica di alcuni Stati membri, come il pacchetto tedesco per infrastrutture e difesa e il programma Next Generation EU, oltre al contributo degli investimenti in intelligenza artificiale.

Finanza pubblica: Germania e NGEU

Sul tema dei conti pubblici, Lane ha spiegato che la Germania “ha lo spazio di bilancio necessario” per sostenere gli investimenti programmati, mentre il Next Generation EU “non solleva le stesse preoccupazioni sulla sostenibilità del debito”, essendo un finanziamento europeo dedicato. Ha però ricordato che l’effetto espansivo della spesa pubblica “si attenuerà nel tempo”.

Prezzi energetici: possibile risoluzione entro fine anno, ma incertezza elevata

Guardando ai mercati, Lane ha osservato che la curva dei prezzi future di petrolio e gas “indica sostanzialmente una risoluzione del conflitto entro la fine dell’anno”, ma ha avvertito che “c’è molta incertezza riguardo a questo scenario”.

Il quadro delineato dal capo economista della BCE conferma che l’energia resta il principale fattore di rischio per l’inflazione europea e per la traiettoria della crescita nei prossimi mesi.


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