L’economia italiana registra un segnale di debolezza nel secondo trimestre del 2025. Secondo la stima preliminare dell’Istat, il Pil è diminuito dello 0,1% rispetto al trimestre precedente, mentre su base annua si registra un aumento dello 0,4%, in rallentamento rispetto al +0,7% del primo trimestre. La crescita acquisita per l’intero 2025 è pari a +0,5%, confermando le previsioni diffuse in precedenza con i conti trimestrali completi.
Il trimestre aprile-giugno ha risentito di una giornata lavorativa in meno sia rispetto al primo trimestre 2025 sia rispetto allo stesso periodo del 2024, un fattore che ha contribuito alla dinamica leggermente negativa della variazione congiunturale.
Dal lato dell’offerta, la contrazione del Pil è imputabile alla flessione del comparto agricolo e di quello industriale, mentre il settore dei servizi ha mantenuto una posizione di sostanziale stabilità. La tenuta dei servizi ha evitato un calo più marcato, ma non è riuscita a compensare la debolezza produttiva degli altri settori.
Sul fronte della domanda, l’apporto della componente nazionale – che include consumi e investimenti – è risultato positivo, evidenziando una moderata vivacità del mercato interno. In controtendenza, si segnala una flessione della componente estera netta, a testimonianza di un export in difficoltà rispetto all’import, elemento che ha pesato sull’equilibrio della bilancia commerciale.
Il dato, seppur preliminare, riflette una situazione di crescita debole e asimmetrica, dove la spinta dei consumi interni non basta a sostenere una crescita sostenuta in presenza di un commercio estero in affanno e di un comparto industriale ancora in difficoltà. In questo contesto, l’attenzione resta alta su dinamiche inflazionistiche, politiche monetarie e crisi internazionali, che potrebbero continuare a incidere sull’andamento economico dei prossimi trimestri.
Leggi le notizie di Piazza Borsa
Per restare sempre aggiornato, segui i nostri canali social Facebook, Twitter e LinkedIn











