Una Zes del Nord è possibile, ma non con le stesse caratteristiche della Zes Unica del Mezzogiorno. È la posizione del ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, intervenuto a Legnago (Verona) durante la visita al campus industriale Riello.
Rispondendo alla proposta di Confindustria Vicenza, che ha chiesto di avviare una Zona Economica Speciale sperimentale sul territorio vicentino, Urso ha chiarito che il governo è pronto a lavorare su un modello di semplificazione amministrativa, ma non su un’estensione degli incentivi fiscali previsti per il Sud.
“Se per Zes del Nord intendiamo un processo di semplificazione, sburocratizzazione e accelerazione auto‑amministrativa attraverso le procedure già realizzate dalla Zes del Mezzogiorno, allora penso che il provvedimento sarà realizzato entro la legge di bilancio”, ha dichiarato il ministro.
Urso ha sottolineato come il successo della Zes del Sud sia ormai riconosciuto anche da chi inizialmente nutriva dubbi: “Siamo felici di constatare che tutti, dopo tante polemiche, riconoscono il successo della Zes del Sud. Bene che ora anche Vicenza ci chieda di fare un esperimento sul proprio territorio, anche se non abbiamo bisogno di fare altri esperimenti”.
Il ministro ha però ribadito che una Zes unica nazionale, con la stessa intensità di incentivi, non è possibile: “Una Zes unica estesa a tutto il Paese non può accadere, perché le regole europee non prevedono l’utilizzo della stessa densità di incentivi programmati per il Sud”.
La strada percorribile, dunque, è quella di un intervento normativo che riprenda la parte procedurale della Zes del Mezzogiorno — sportelli unici, tempi certi, autorizzazioni accelerate — senza replicare la componente agevolativa, vincolata ai criteri UE sugli aiuti di Stato.
Urso ha concluso esprimendo fiducia sui tempi: “Un intervento di semplificazione e sburocratizzazione che guardi a questa esperienza sono convinto sarà realizzato già entro l’approvazione della nuova legge di bilancio”.
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