Roberto Fico e Giuseppe Conte

Nei prossimi giorni, a Palazzo Santa Lucia, si consumerà uno dei passaggi politici più delicati e simbolici della legislatura campana: il passaggio di consegne tra Vincenzo De Luca e il nuovo presidente della Regione, Roberto Fico, uscito vincitore dalle elezioni del 23 e 24 novembre. Un cambio di testimone che non è soltanto istituzionale, ma segna una vera svolta politica dopo dieci anni di governo De Luca, caratterizzati da un modello fortemente accentrato di leadership.

La cerimonia di proclamazione ufficiale di Roberto Fico è attesa per martedì 9 dicembre a Napoli. Da quel momento il presidente eletto entrerà formalmente nell’esercizio delle sue funzioni e potrà avviare uno dei nodi più attesi e politicamente sensibili della nuova fase: la composizione della Giunta regionale. Un passaggio che, come spesso accade nelle transizioni di potere, riflette non solo equilibri amministrativi ma soprattutto i rapporti di forza tra i partiti della coalizione di maggioranza.

Anche nella nuova stagione politica campana si va verso una scelta di netta discontinuità rispetto al Consiglio regionale: come avvenuto già sotto l’era De Luca, nessun consigliere eletto entrerà a far parte dell’esecutivo. La Giunta sarà composta esclusivamente da assessori esterni, selezionati in base a competenze tecniche ma anche in rappresentanza delle diverse forze politiche che sostengono Fico. Una decisione che punta a evitare sovrapposizioni tra funzione legislativa e funzione esecutiva, ma che apre allo stesso tempo una delicata trattativa politica sulle deleghe strategiche, dalla sanità allo sviluppo economico, dai trasporti all’ambiente.

Sul piano politico, la vittoria di Fico viene letta come un riequilibrio profondo degli assetti regionali, che sposta l’asse decisionale verso un modello più dialogante con il governo nazionale e con l’Europa, soprattutto sui grandi dossier finanziari: fondi Pnrr, sanità, politiche industriali e transizione ecologica. Temi che nei prossimi mesi saranno decisivi anche per la tenuta dei conti regionali e per la capacità della Campania di attrarre nuovi investimenti.

Dal punto di vista economico, la nuova Giunta eredita una Regione che resta fortemente dipendente dalla spesa pubblica, con una sanità ancora sotto osservazione e ampie aree del territorio in difficoltà sul fronte occupazionale. Il primo banco di prova per Fico sarà proprio la continuità amministrativa nei settori chiave, evitando vuoti di potere che potrebbero rallentare l’attuazione dei progetti già finanziati, in particolare quelli legati al Pnrr.

Il passaggio di consegne con De Luca non rappresenta soltanto l’avvicendamento tra due figure politiche diverse, ma il confronto tra due stili di governance opposti: da un lato il decisionismo muscolare dell’ex governatore, dall’altro la promessa di un metodo più collegiale e partecipato, più vicino ai territori, alle imprese e al mondo delle professioni.

La vera partita, però, si giocherà nelle prossime settimane, quando saranno ufficializzati i nomi degli assessori e le deleghe. Da quelle scelte dipenderà non solo l’impronta della nuova amministrazione, ma anche la stabilità politica della maggioranza di Fico, chiamata a dimostrare di saper governare oltre che vincere le elezioni.


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