Napoli centro direzionale Pil - Strategic Talk

Il Check-up Mezzogiorno 2025, realizzato da Confindustria e SRM – Studi e Ricerche per il Mezzogiorno, restituisce l’immagine di un Sud che, pur inserito in un contesto macroeconomico e geopolitico ancora instabile, mostra segnali concreti di rafforzamento strutturale. Negli ultimi anni, la crescita dell’economia meridionale si è attestata su livelli mediamente superiori a quelli del Centro-Nord, delineando una traiettoria credibile di riduzione dei divari storici.

Il percorso non è uniforme né privo di criticità, ma il quadro complessivo evidenzia elementi di consolidamento, soprattutto se letti alla luce del ruolo sempre più rilevante degli investimenti e delle politiche pubbliche di sostegno.

Un segnale chiaro arriva dall’indice sintetico dell’economia del Mezzogiorno, aggiornato con una nuova metodologia che assume il 2014 come anno base e consente un confronto diretto con le altre macroaree del Paese. Nel 2025 il Sud si colloca in una posizione intermedia tra Centro e Nord, ma con una dinamica più vivace. Dopo il rallentamento del 2024, l’indice torna infatti a crescere in modo significativo, trainato soprattutto dagli investimenti, che rappresentano il principale motore della ripresa.

Nel medio periodo, anche la dinamica del PIL conferma una crescita cumulata superiore alla media nazionale, con prospettive di ulteriore rafforzamento legate alla progressiva attuazione del PNRR. In questo contesto, le politiche pubbliche hanno svolto un ruolo determinante nel sostenere la tenuta del sistema produttivo, contribuendo ad attivare nuova capacità produttiva e occupazionale.

Tra gli strumenti più efficaci si confermano il credito d’imposta per gli investimenti nella ZES Unica Mezzogiorno e il modello delle autorizzazioni uniche, che hanno favorito una forte accelerazione degli investimenti grazie alla semplificazione amministrativa. I dati raccolti dal Check-up evidenziano una partecipazione significativa delle imprese e un volume rilevante di investimenti attivati, con ricadute positive anche sul fronte dell’occupazione.

Il PNRR resta una leva centrale per il Mezzogiorno, che concentra una quota rilevante di risorse e progetti. Tuttavia, il report segnala alcune criticità ancora irrisolte, in particolare sul fronte dell’attuazione: il tasso di pagamento delle risorse risulta infatti inferiore rispetto al Centro-Nord, indicando la necessità di rafforzare la capacità amministrativa e accelerare i processi di realizzazione.

Nel quadro complessivo emerge con forza il cosiddetto “Fattore Mezzogiorno”, una combinazione di crescita economica, politiche pubbliche e capacità imprenditoriale che restituisce al Sud una nuova centralità nello sviluppo nazionale. Allo stesso tempo, il Check-up avverte del rischio di un rallentamento futuro e di una possibile riapertura dei divari, anche alla luce delle incertezze del contesto internazionale e della fase post-PNRR.

«Per consolidare questa fase e trasformarla in sviluppo strutturale è indispensabile garantire certezza delle regole, continuità degli strumenti e coerenza delle politiche, in una visione di medio-lungo periodo», ha sottolineato Natale Mazzuca, vicepresidente di Confindustria per le Politiche Strategiche per lo Sviluppo del Mezzogiorno.

Secondo Mazzuca, è fondamentale preservare e rafforzare gli strumenti che stanno funzionando, a partire dalla ZES Unica, e affrontare nodi ancora aperti come la capacità di attrarre grandi imprese, il rafforzamento delle filiere innovative, il riequilibrio territoriale degli investimenti e la definizione di una strategia chiara per il dopo PNRR. Solo così, anche grazie al contributo del partenariato economico e sociale, sarà possibile consolidare il “Fattore Mezzogiorno” a beneficio dell’intero Paese.


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