Container Napoli export esportazioni

Il commercio estero italiano chiude il mese di marzo con un quadro dinamico e in parte inatteso, segnando una crescita significativa sia delle esportazioni sia delle importazioni. Su base congiunturale, l’export aumenta del 4,1%, mentre l’import registra un incremento ancora più marcato, pari al 4,8%. La spinta delle vendite all’estero è più intensa verso i mercati dell’Unione europea, dove l’aumento raggiunge il 4,7%, rispetto al 3,6% dell’area extra Ue. Nel complesso del primo trimestre, l’export cresce del 4,0% rispetto ai tre mesi precedenti, mentre l’import avanza del 2,3%.

Il dato più rilevante arriva però dal confronto tendenziale. A marzo le esportazioni crescono del 7,4% in valore e del 4,2% in volume, confermando una ripresa robusta della domanda internazionale. La crescita monetaria è trainata soprattutto dai mercati Ue, che segnano un +9,6%, mentre l’area extra Ue si ferma al +5,1%. Anche l’import mostra un’espansione significativa, pari all’8,0% in valore e al 9,1% in volume, con un andamento equilibrato tra partner europei ed extraeuropei.

A sostenere l’export italiano sono alcuni comparti chiave della manifattura. I metalli di base e i prodotti in metallo registrano un aumento straordinario del 38,6%, mentre i prodotti petroliferi raffinati crescono del 55%. Bene anche gli autoveicoli, in aumento del 15,8%, e i settori ad alta tecnologia come computer, apparecchi elettronici e ottici, che avanzano del 17,5%. Positivo anche il contributo dell’industria farmaceutica, chimico‑medicinale e botanica, in crescita del 4,6%, e dei macchinari n.c.a., che segnano un +3,3%. In controtendenza, invece, le esportazioni di mezzi di trasporto diversi dagli autoveicoli, che calano dell’8,6%.

Sul fronte geografico, la Svizzera emerge come il mercato più dinamico, con un incremento dell’export italiano pari all’84,6%, un dato che riflette operazioni di elevato valore nei comparti dei metalli e della chimica. Crescono anche le vendite verso Francia, Germania, Spagna e Cina, mentre si riducono in modo significativo quelle verso i paesi OPEC, la Turchia e il MERCOSUR.

Nel primo trimestre dell’anno, la crescita tendenziale dell’export si attesta all’1,3%, sostenuta soprattutto dai metalli, mentre il contributo negativo più rilevante deriva dalla contrazione delle vendite di mezzi di trasporto diversi dagli autoveicoli. L’import, invece, risulta quasi stabile (+0,1%), segno di una domanda interna ancora prudente.

L’avanzo commerciale di marzo si conferma solido, pari a 4,709 miliardi di euro, praticamente identico a quello registrato un anno prima. Rimangono stabili sia il deficit energetico, che si attesta a –3,934 miliardi, sia l’avanzo dei prodotti non energetici, pari a 8,643 miliardi. Nel primo trimestre, l’avanzo complessivo raggiunge 10,8 miliardi, in aumento rispetto ai 8,9 miliardi dello stesso periodo del 2025, grazie soprattutto agli scambi con i paesi extra Ue.

Sul fronte dei prezzi, marzo segna un’inversione di tendenza. I prezzi all’import aumentano del 2,5% su base mensile e tornano positivi su base annua (+0,1%), interrompendo una fase di calo iniziata nell’aprile 2025. L’aumento è dovuto principalmente ai rialzi dei prezzi dei prodotti energetici e dei beni intermedi, in particolare dei metalli, che continuano a influenzare in modo significativo i costi di approvvigionamento delle imprese.

Secondo l’analisi, la dinamica congiunturale dell’export è stata influenzata da alcune operazioni di grande impatto nel settore della cantieristica navale; al netto di queste, la crescita mensile sarebbe stata più contenuta, pari al 2,8%. Su base annua, oltre la metà dell’aumento delle esportazioni è spiegata proprio dal boom dei metalli, soprattutto verso Svizzera e Francia, mentre la crescita dell’import riflette l’aumento degli acquisti di metalli, autoveicoli e prodotti elettronici.

Il quadro complessivo mostra un commercio estero in fase di espansione, sostenuto da settori ad alta intensità tecnologica e da una domanda europea particolarmente vivace. Allo stesso tempo, l’aumento dei prezzi all’import e la ripresa dei costi energetici rappresentano un elemento da monitorare nei prossimi mesi, soprattutto per l’impatto sui margini delle imprese e sulla competitività internazionale.


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